Il Tirreno

emergenza abitativa 

Appello di una famiglia con bimba disabile

Appello di una famiglia con bimba disabile

La vicenda crea tensione in aula consiliare, il sindaco: «Tutte le proposte rifiutate, c’è chi ha meno risorse di loro»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Possiamo rimanere in albergo almeno stanotte?»”: questo il grido della madre e del marito di una giovane disabile arrivati in Consiglio comunale martedì sera per rivolgere un appello al sindaco e all’amministrazione. La donna si è rivolta alleassise con le lacrime agli occhi: «Ho una figlia gravemente disabile. Siamo stati sfrattati a dicembre, l’amministrazione ci ha pagato una stanza d’albergo fino al 2 gennaio e adesso non sappiamo dove andare». La figlia non è risultata assegnataria di un alloggio popolare per via della sua posizione in graduatoria e dall'assenza di dimore prive di barriere architettoniche. «Le case in affitto che ci sono state proposte – ha proseguito – non sono idonee per la loro posizione. Quando abbiamo cercato di parlare col sindaco ci ha voltato le spalle, affermando che avrebbe potuto assicurarci solo i contributi per l’affitto. In albergo non abbiamo nemmeno la cucina, un ulteriore problema dal momento che mia figlia può consumare solo cibi liquidi. Ho ricevuto la proposta di collocarlo in una struttura, ma non voglio separarmi da lei». La ricostruzione della famiglia non è stata condivisa dal sindaco De Pasquale, che ha replicato: «A questo nucleo stati proposti degli alloggi in affitto che hanno rifiutato».

Roberta Crudeli (Pd), Lorenzo Lapucci (Fi) e Andrea Vannucci hanno tutti invitato il primo cittadino a garantire un tetto sopra la testa della famiglia per la notte e a trovare una soluzione nei giusti tempi. Massimiliano Bernardi di Alternativa per Carrara si è detto a conoscenza della disponibilità di alloggi da assegnare in automanutenzione. «Fermo restando che agli uffici risulta diversamente – ha affermato il capogruppo pentastellato Daniele Del Nero – siamo disponibili fin da domani a incontrare Bernardi e il nucleo famigliare e a cercare una soluzione».

In una nota successiva, dopo la tensione del consiglio di martedì, il sindaco ha ricordato: «Il caso di questa famiglia è stato affrontato e gestito dal settore Servizi Sociali con grande attenzione e disponibilità. L’assessore al sociale Anna Lucia Galleni, il dirigente Alessandro Mazzelli, il funzionario dedicato e lo stesso sindaco hanno ricevuto diverse volte queste persone. La signora risulta al 14° posto nella graduatoria speciale riservata alle persone con disabilità. Non essendoci alloggi disponibili, privi di barriere architettoniche il volontariato sociale - che si è fatto carico del problema – dopo aver scartato l’ipotesi del ricovero in struttura per decisione dei familiari, ha individuato e proposto alla signora 3 soluzioni abitative sul mercato privato a prezzi decisamente competitivi e compatibili: la signora disabile è titolare di una pensione di invalidità e sua madre (che non può fare richiesta né ottenere alloggi Erp essendo proprietaria di un immobile adibito a civile abitazione) ha un’altra entrata. Tutte le proposte sono state fermamente rifiutate, tranne quella del soggiorno in albergo che, come sapevano perfettamente, era per un breve termine».

««Esistono molti nuclei familiari, in possesso dei i requisiti, che versano in situazioni peggiori. Queste famiglie aspettano fiducios. Anche se vi fossero case a disposizione senza barriere – cosa che attualmente non risulta - dare la precedenza a chi protesta ma ha più risorse, significa recar grave torto a chi, silenziosamente, tutti i giorni vive nella speranza» afferma l'assessore Galleni. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera