Italia
Carlo Paolini (Leu): Benedetti la smetta di agitare denunce contro chi dissente
«Minaccia anche il sindaco di Carrara per le sue posizioni sui migranti. Farebbe meglio a pensare Salvini che come Lello Splendor gira in divisa
MASSA. Arriva anche da Cartlo Paolini di Liberi e Uguali un attacco al presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio comunale da lui stesso definita “semiseria”, Paolini dice: « Benedetti ha attaccato frontalmente il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale minacciandolo di una denuncia legale per le obiezioni espresse contro la legge Salvini sulla sicurezza. Si potrebbe ben ridere di questo modo sgangherato di fare battaglia politica. Si potrebbe ricordare con Togliatti che “la politica si fa con le idee e non con la carta da bollo”. Si potrebbe, con cinismo politico, godere anche sul piano locale del conflitto politico e di principio tra la componente grillina e la componente leghista. Ma invocare la legge come un manganello per colpire qualcuno, anziché come garanzia per tutelare i diritti di tutti, è una grave distorsione, tanto più grave se è espressa da un organo istituzionale».
Nessuno pretende, prosegue, «che Benedetti rinunci alle sue idee di destra su immigrazione e sicurezza. Ma dovrebbe sapere che sulla legge Salvini è in atto un ricorso alla Corte costituzionale da parte di varie Regioni e che numerosi sindaci compreso quello di Carrara hanno espresso contrarietà anche per le conseguenze amministrative che rischiano di rendere ingestibile la presenza di immigrati sul territorio. Minacciare una denuncia per colpire il legittimo dissenso evoca regimi politici non democratici. Ma se Benedetti non può frenare il proprio impulso a denunciare allora dovrebbe denunciare anche il ministro Salvini per uso improprio della divisa come è stato fatto da una organizzazione sindacale dei Vigili del fuoco. Ma anche in questo caso gli consiglierei di evitare farlo, ricordandogli che il nostro simpatico concittadino Lello Splendor che soleva indossare divise senza autorizzazione non fu denunciato ma fu garbatamente invitato a smetterla». —
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