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la replica 

Il primario Vivoli: «Accuse sull’ortopedia prive di fondamento»

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massa. – «I chirurghi sono pochi, i pazienti vengono spesso rimandati a casa con le fratture non guarite»: così aveva tuonato Stefano Benedetti, attuale presidente del Consiglio Comunale di Massa, rappresentante di Forza Italia, riportando il caso di una anziana suora, dimessa dal reparto di ortopedia nonostante la frattura alla mano.

Oggi la Usl Toscana nord ovest risponde per le rime: «Le affermazioni del consigliere Benedetti, apparse sulla stampa locale sono assolutamente prive di fondamento».

Chi interviene è il primario dell’ortopedia del Noa, Bernardo Violi, che prosegue: «I medici ortopedici dell'unità operativa che dirigo svolgono attività di sala operatoria tutti i giorni dalle 8 alle 20, sabato compreso e garantiscono, in reperibilità, l'esecuzione di urgenze sia di notte sia nei festivi». E ancora: «Per quanto riguarda il caso citato – continua il primario – è bene precisare che non tutte le fratture necessitano di ricovero. Infatti, alcune di queste sono gestite con tutore gessato provvisorio, esami preoperatori eseguiti nel nostro ospedale in regime di preospedalizzazione e ricovero programmato per intervento chirurgico, spesso in regime di day hospital. Per questi casi vengono riservati posti letto nella programmazione settimanale delle liste operatorie».

Eppure secondo Benedetti le segnalazioni a lui pervenute di disagi, all’interno del reparto di ortopedia, sarebbero tante e perpetrate nel tempo.

Il presidente del consiglio Stefano Benedetti parte da una premessa: «La sanità toscana è uscita dalla classifica delle 5 più virtuose». E da quella premessa estende la riflessione al Noa e al reparto di ortopedia dove – sostiene – per assenza di medici, vengono mandati a casa pazienti con fratture e in attesa di interventi: «Sono stato contattato da persone che hanno lamentato problemi e mi chiedo che patologia si debba avere per essere ricoverati». Il primario dottor Vivoli oggi comunica a Benedetti che non tutte le fratture necessitano di un ricovero e che i medici sanno sempre ciò che fanno. Benedetti riporta però più esempi, dopo la suora quello di «un giovane con frattura ad una gamba, che doveva essere operato, ma in assenza del chirurgo è stato rispedito alla sua abitazione e sarà richiamato per l’operazione. Non si può continuare in questo modo e credo che la magistratura dovrebbe avviare una indagine complessiva». Ma la Asl spera di aver chiarito —

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