Il Tirreno

Sicurezza Carrione partono i lavori e gli espropri da 2 milioni di euro

Manuela D’Angelo

Il decreto del presidente regionale Rossi fissa nuove scadenze Entro il 2021 il collaudo delle opere, prima previste per la fine 2018

3 MINUTI DI LETTURA







Il nuovo anno apre con la notizia degli imminenti espropri, entro il prossimo febbraio, voluti dalla Regione Toscana all’interno del torrente Carrione, per permettere di avviare i lavori sul ramo di Torano e su quello di Colonnata e mettere, finalmente, anche se in ritardo, in sicurezza il fiume anche lato monte, con i 2 milioni di euro stanziati molto tempo fa.

Lo ha stabilito in un decreto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ha prorogato il mandato del commissario, ingegner Antonio Cinelli, nominato nel 2014, e di conseguenza anche il termine dei lavori sul Carrione, inizialmente previsti al 31 dicembre 2018 e, alcuni, al 31 marzo 2018.

Nel 2019, quindi, ci saranno nuove tempistiche e nuove scadenze che, adesso, la città e la politica a più livelli chiedono vengano rispettate. Nel decreto di Rossi si parla della “sistemazione del ramo di Colonnata del torrente Carrione”, che comprende la “demolizione degli ostacoli al deflusso delle acque”: un lavoro finanziato con 548mila euro.

Allo stesso tempo si prevede la “sistemazione del ramo di Torano, con demolizione degli ostacoli al deflusso delle acque”, per 1 milione e 475mila euro. Il tutto all’interno del progetto esecutivo di “miglioramento del deflusso idrico” e prevedendo, come detto, anche gli espropri per quei tratti del ramo di Torano, in cui sono presenti ostacoli al deflusso delle acque e che andranno demoliti. La Regione fissa per la fine di febbraio prossimo il termine per la redazione del progetto esecutivo e l'avvio delle procedure espropriative, come detto entro il 28 febbraio, mentre i lavori dovranno essere portati a collaudo entro il 30 giugno 2021, data in cui scadrà il mandato del commissario. È stata proprio una sua ultima relazione, dello scorso novembre, a evidenziare l’impossibilità a garantire la prima tempistica prevista dalla Regione, “per la complessità delle operazioni, relative alla necessità di subentrare alla Provincia, quale ente attuatore degli interventi e di riportare nel bilancio regionale le risorse già assegnate alla Provincia stessa”. Oggi, forse, si riesce a partire.

Per fare un po’ di storia, questo studio idraulico che adesso va a concretizzarsi, fu approvato nel corso del 2016, commissionato dalla Regione all'Università di Genova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale (Dicca), per analizzare le criticità del bacino del torrente Carrione, e individuare soluzioni coordinate per mitigare, nel giro di pochi anni (almeno questo era il piano) il rischio derivante dai fenomeni meteorologici nel territorio del bacino, interessato negli ultimi anni da eventi meteorologici intensi. L’ultimo, in ordine di tempo, il 5 novembre del 2014, quando crollò il muro d'argine a valle del ponte di via Covetta, con conseguente esondazione del torrente Carrione. L'esondazione interessò larga parte dell'abitato di Marina di Carrara e delle attività industriali vicine al punto dl crollo dell'argine e la Regione Toscana commissionò lo studio idraulico, individuando gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico.

Da questo momento il commissario sarà tenuto a trasmettere alla “Direzione Difesa del suolo e Protezione civile” una relazione, con cadenza trimestrale, sulle attività svolte e le eventuali cause ostative che ne impediscono la conclusione. Il Commissario, sempre secondo il decreto di Rossi, è tenuto anche ad una relazione finale al termine del mandato —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino