Il Tirreno

la storia di un concittadino generoso 

«Ho conosciuto la povertà oggi posso donare agli altri»

Manuela D’Angelo
«Ho conosciuto la povertà oggi posso donare agli altri»

Maurizio Di Emidio, proprietario dell’attico di piazza Garibaldi si racconta: «Infanzia difficile, poi una grande eredità, ma non dimentico le mie origini»

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Il grattacielo di piazza Garibaldi, quando non ci sono nuvole e la luce gioca con la prospettiva, sembra immerso nel mare. Ci si arriva salendo otto piani con l’ascensore. Dentro è un lungo corridoio, arredato con antichi mobili in stile inglese, anche un pezzo unico di una vecchia sacrestia, pezzi di design, vasi cinesi, statue di dee arrivate da viaggi orientali, poi il soggiorno tutto vetri, per godersi una vista mozzafiato dall’alba al tramonto, comprese le luci della notte, le stelle, la luna.

L’attico è di Maurizio Di Emidio, massese doc, simpatico, battuta pronta, un grande cuore, una vita fino a pochi mesi fa difficile, ma oggi felice, così tanto da gridarlo, in continuazione, anche per la strada, mentre cammina al fianco della sua compagna: «Mi piace dire a tutti che l’amo», confessa. Maurizio Di Emidio, conosciuto in tutta la città, perché figlio di uno dei più grandi costruttori della storia massese, diventa “famoso” un mese fa, quando decide di addobbare a festa il suo attico, con 3mila luci, led, anche le ultime “Twinkly” direttamente dall’America, alberi di Natale, pupazzi di neve, un proiettore e uno schermo gigante da cui tutti i passanti hanno potuto ascoltare musica, e vedere video. Per questo è scattata la curiosità di conoscere un cittadino tanto generoso. Non è stato difficile. Al primo squillo ha risposto subito, e ci ha invitati a prendere un caffè sul suo attico. Ci accoglie con la caffettiera fumante, dolcetti e cioccolatini e dopo le prime domande decide di aprirsi: «Sono stato 50 anni al buio- ammette– ho avuto una vita complicata, ho contato di aver fatto 32 lavori, anche i più umili e pericolosi. Come quando stavo in zincheria e la sera ci facevano bene un litro di latte per contrastare gli acidi che esalavamo; mi sono sentito per tanti anni invisibile, ho conosciuto la povertà vera, l’indifferenza della gente, la cattiveria. Ma anche l’amore di mia madre e dei miei nonni, che mi hanno insegnato tutto. Anche ad essere umile, e poi a donare. Ricordo ad esempio nonna Oliva, tenera, dolce, generosa anche se povera. Mi diceva: “vedrai che un giorn”. Tutto qui, insomma, ad un certo punto ho ereditato le fatiche di una vita di mio padre, un grande costruttore, possessore di molti degli immobili più prestigiosi della città. E oggi amministro io questi beni. Ho rivisto la luce dopo tanto buio e voglio vivere donando questa luce agli altri». Maurizio vive nell’attico di piazza Garibaldi da giugno: «La mattina ci svegliamo e dalla nostra camera da letto vediamo tutta la città– racconta– Si vede Bergiola maggiore, Castelpoggio, la Palmaria, Porto Venere, Monte Marcello, Forte dei Marmi. Tutto il Candia, la Gorgona, Capraia e anche la Corsica. A volte se il cielo è molto limpido – continua Di Emidio – la Torre Fiat sembra di toccarla». Fuori uno spettacolo ogni momento eccezionale, dentro un appartamento che rispecchia molto la personalità di Marizio Di Emidio: ci sono anche vecchi apparecchi radiofonici, dei tempi in cui aveva fondato Radio Super Tirreno, nel 1986, e ci sono dischi 78 giri, della storica casa discografica “La voce del padrone”. Un uomo fortunato, lui lo sa e lo ammette: «Il più fortunato della provincia- dice- ma un po’ me lo sono anche meritato» —

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