Il Tirreno

montignoso e la festa più attesa 

Torna la storica Pefana: tradizionali case aperte e metri di salsicce

Manuela D’Angelo
Torna la storica Pefana: tradizionali case aperte e metri di salsicce

Organizzata da Comune, Proloco e Borgo incantato Tante novità per i gruppi che si maschereranno in piazza

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montignoso. “Acc’éra una vòlta la Pefàna de Muntignoso, vecchjétta sèria e modèsta, ch-al portàva le cò. Al vinìa de nòtta, col miccétto, al bujo silenzióso de un bórgo antico”. Parla montignosino, e non potrebbe essere diversamente, la Pefana di Montignoso, attesa nella notte del 5 gennaio. In forse fino all’ultimo, l’amministrazione ha deciso di onorare la venuta della Pefana, in maniera un po’ diversa dagli altri anni.

Qualche anticipazione e indiscrezione: sarà una notte silenziosa, di riflessione; i residenti storici sono invitati a tenere viva la tradizione delle “case aperte”, e i gruppi a mascherarsi da Pefani. C’è chi dice che non mancherà la gara, più moderna, della maschera più bella, o brutta che dir si voglia, ma a Montignoso, in questi giorni, si fa un gran parlare di salsicce, metri e metri di salcicce, degno premio per il Pefano più vero.

La Befana tornerà a percorrere le strade del borgo di Montignoso, quindi, per portare il suo dono, la promessa della fine dell’inverno e del ritorno della luce e dell’abbondanza, come fa da qualche millennio.

La “ProLoco di Montignoso” ed “Il Borgo Incantato” hanno deciso, in perfetta sintonia con l’Amministrazione comunale, di organizzare anche per il 2019 la festa della Befana. E non era così scontato. Occorreva però una novità nella scaletta ormai fin troppo classica, così, al tradizionale premio per la il gruppo di maschere più bello, se ne aggiungeranno due: uno destinato al gruppo che meglio avrà incarnato l’idea della Befana montignosina e uno destinato ad un gruppo comunque bello ed interessante. In palio, viene svelato, una cena in un locale montignosino (con menù incentrato sulla tradizione) e metri di salsicce. I gruppi per poter concorrere alla assegnazione dei premi dovranno sottostare, senza eccezione alcuna, a due uniche condizioni: registrarsi prima dell’inizio della festa, depositando il nome della “giuda”, colui che è senza maschera, ed il numero dei componenti il gruppo. Questa la parte più divertente, goliardica e irriverente. Ma la Befana, o Pefana, per i montignosini doc, è soprattutto altro: silenzio, riflessione, speranza nella fine di una stagione fredda e cupa, e dell’arrivo del tempo prospero, dell’abbondanza, dei frutti, della gioia —

Manuela D’Angelo

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