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Il Fuoriporta 2.0: «Come prima ancora musica e anche mostre»
CARRARA. Rete e sinergia tra attività del territorio, giovani tra musica e arte, aperture nelle festività e il format storico del locale che rimarrà sostanzialmente invariato. Parte così, con questi ingredienti principali (ma non solo), la ricetta del “Fuoriporta” di Carrara “2.0” che in queste settimane ha riaperto dopo l'uscita di scena – come abbiamo scritto – di Andrea Fusani. La gestione del locale è passata alla famiglia Salutini (da un anno circa al “Samba” di Marina di Carrara e da qualche mese soci nel ristorante “Drogheria” di piazza Alberica). «Siamo contenti di essere presenti a Carrara, è stata una scelta fatta per amore; come l'anno scorso al “Samba” che sta crescendo e siamo contenti e a ottobre, come soci in questo caso, alla “Drogheria”», spiega Silvia Helene Alessandroni che accompagna il marito Davide Salutini in questa avventura tripartita sul territorio e che riversa la curiosità e l'amore verso la zona nella sua pagina Instagram “Visita_Carrara”. «Non intaccheremo il format del locale, stimo molto Andrea Fusani – rivela – e saremo chiusi per un periodo da definire nella seconda metà di gennaio per delle migliorie, ma il locale rimarrà quello. Anzi vogliamo puntare su mostre di arte e proprio sulla musica con le varie band per le serate. Abbiamo avuto venerdì scorso i “Radio Zero” che ringraziamo per la bella serata per cui siamo veramente soddisfatti». Arte, musica rock, eventi e poi aperitivi (il locale farà dalle 18 alle 2), cocktail (nonché «i nostri champagne», fanno sapere) e, ovviamente, il dopo cena. Barman è il carrarese Luca Felsini che torna dalla precedente esperienza in Versilia. Band e artisti per mostre temporanee, dunque, per cui dalla nuova gestione del locale di piazza Battisti lanciano direttamente una “call”. «Chi vuole fare mostre o fare musica si metta in contatto con noi. Sugli altri progetti intanto porteremo avanti la questione piazza De Andrè e poi sì, speriamo davvero che riapra presto anche il teatro Animosi. Generalmente vogliamo lavorare sugli eventi», continuano prima di virare sul sogno. «Intanto quello di assumere altre persone oltre ai cinque dello staff. E poi quello di vedere una rete tra attività di Carrara, non delle divisioni; un'energia che vediamo tra le attività dei giovani. Noi per esempio, in questo senso, collaboriamo con l'“Antico Mulino Pandolfo”, ma ci piacerebbe collaborare anche con altri, fare rete ed eventi per la città di Carrara. Poi un piccolo sforzo, restare aperti nelle festività: c'è da farsi il mazzo, certo, ma alla fine un ritorno c'è», concludono. Al “Fuoriporta” per esempio per la serata di fine anno organizzano un evento in collaborazione con “Drogheria”, appunto, e “Sushi Meshi”. —
L.B.
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