La difesa di Cristiani: «Bellugi amò la sua terra»
massa. «Ci tengo a precisare che la mia è soltanto una "posizione culturale", scevra da qualsiasi altro palese o sottinteso intendimento». A parlare è Fabio Cristiani, intervenendo sul caso Bellugi.
«Ubaldo Bellugi, per quanto mi riguarda, va omaggiato come letterato e filologo, il migliore del '900, con a suo merito il fatto di essere stato un autodidatta – continua Cristiani – Per quanto concerne la sua storia politica io non voglio esimermi dal valutarlo, sappiamo tutti che fu “fascista della prima ora” e poi Podestà fino al 1938, ma questa è appunto un’altra storia, che non può e non deve inficiare la sua alta produzione letteraria. E poi io credo che conti molto la sua storia post 1945.
Non ho notizie di suoi atteggiamenti eversivi contro l'Italia democratica: si chiuse fino alla morte nel 1992, nella sua “turris eburnea” di coltivatore della vigna e delle belle lettere, e non scese mai più nell'agone politico. Quindi, dobbiamo essere cittadini maturi e dare la giusta visibilità a quella lirica che è solo di amore per la propria terra e la propria gente» —
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