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Ecco i valori medi definitivi del marmo abbassate le tariffe a quattro cave
La nuova delibera introduce la rivoluzione nella tassazione, cancellato il “prezzo fisso” a prescindere dalla qualità
MASSA. Con la delibera di giunta di ieri, il Comune di Massa ha perfezionato la rivoluzione nella determinazione delle nuove tariffe complessive per la tassazione del lapideo, rivoluzione avviata con la precedente delibera del 23 ottobre. Successivamente all’atto di due mesi fa, si era aperta una fase di “concertazione”, con undici aziende di escavazione, sul totale di 18 cave attive, che avevano contestato i valori medi individuati per ciascun sito. La base per il ricalcolo è infatti il valore medio attribuito alla produzione di ciascuna delle diciotto cave, valore medio che, nella tabella aggiornata, varia dal minimo della Madielle Marianna (142,5 euro a tonnellata) a un massimo di 354,4 euro a tonnellata della Rocchetta Caldia.
Rispetto alla tabella che fu fatta ad ottobre, quattro cave hanno visto scendere il valore medio alla base del calcolo del contributo di estrazione (10 per cento del valore medio): la cava Sottovettolina è passata da 261,7 euro a 207,98 euro; la Madielle da 160,65 a 153,85; la Capraia da 267,95 a 220,13, e infine la cava Piastreta da 342,5 a 259 euro a tonnellata. Le altre 14 hanno visto confermati i valori medi di due mesi fa. Con la nuova “classifica”, al secondo posto, per valore medio, la cava Bore Mucchietto con 292,5 euro a tonnellata scavalca Piastreta, scesa al terzo posto. Allegata alla delibera dei nuovi valori medi c’è anche la relazione dei lavori di revisione, a cura dell'Università di Siena, Centro di Geo Tecnologie (professori Paolo Conti, Romeo Segoni e Riccardo Salvini) e, per il Comune di Massa, Fabio Mercadante, Vinicio Gianfranchi e Stefano Pucci.
Le tariffe per i detriti resteranno invariate: detrito selezionato 3 euro a tonnellata, detrito da scogliera 3 euto, detrito non selezionato 1,10 euro a tonnellata, terre 50 centesimi a tonnellata.
Si conferma la revoca dal 1° gennaio 2019 della cosiddetta Tassa Marmi, legata al Corpo normativo Estense, in quanto le leggi Estensi sono state abrogate.
Insomma, in pochi mesi la nuova giunta ha portato a compimento un percorso avviato in realtà il 19 novembre del 2015, tanto che l'Università di Pisa aveva già inviato un primo report rimasta senza seguito. L'assessore Pierlio Baratta e il dirigente Fabio Mercadante, come già scritto nei mesi scorsi, hanno ripreso in mano la parita, e il procedimento è partito e ora completato. Il metodo di individuazione del valore medio è legato ai valori di mercato delle varietà merceologiche, dal massimo di 2.000 euro a tonnellata del Bianco P di Cava Piastreta (ma ne estrae solo un 20%), ai 1.800 euro a tonnellata del Calacatta Caldia di cava Rocchetta Caldia, al minimo dei 180 euro a tonnellata dei blocchi Brouilles ricavati dalla stessa cava Piastreta e Piastrone 3. Dai valori di mercato dei materiali, si passa ai valori di semisquadrati e informi, e per ciascuna cava si calcola la percentuale di produzione.
Come detto, undici concessionari hanno fatto osservazioni, quattro hanno visto variare i valori medi.
Insomma, fra pochi giorni si cambia. Finora, indistintamente, a prescindere dalla qualità, 17,3 euro a tonnellata (1,55 di tassa marmi, benché sia stata definita illegittima dall'Europa 15 anni fa, e infatti sarà abolita) di cui 15,75 euro a tonnellata come tariffa, e 0,25 euro a metro quadro come contributo enfiteutico. Ora, il 10% del valore medio come nuova tariffa. Quindi la Rocchetta Caldia, dai 17,3 di oggi passerà ai 35,44 (il 10% di 354,4), la Madielle Marianna, dai 17,3 di oggi ai 14,25. Successivamente saranno inseriti anche 8 euro a tonnellata quale canone di concessione, contributo che sarà normato dal nuovo regolamento degli agri marmiferi.- M.B.
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