Il Tirreno

bilancio di fine anno dei carabinieri 

Arrestati quattro ladri per i furti in casa a Natale

Libero Red Dolce
Arrestati quattro ladri per i furti in casa a Natale

Pattugliamenti e controllo del territorio, colti in flagranza mentre svaligiavano Il colonnello Rosati: «Anno intenso ed esaltante, denso di operazioni importanti»

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«Un anno impegnativo, a tratti esaltante» quello dei carabinieri di Massa Carrara e che si chiude con un Natale con quattro arresti in quattro giorni tra Massa e la Lunigiana.Topi d’appartamento beccati mentre stavano per entrare nelle case cariche di addobbi e luci per il Natale. Feste rovinate, sì, ma per i ladri.

Le feste sono tempo di bilanci, non solo per diete, amori e lavoro, ma anche per le forze dell’ordine. E quest’anno «impegnativo ed esaltante», come dalle parole del comandante provinciale dell’arma, il colonnello Massimo Rosati, ha visto un importante aumento dell’attività preventiva e repressiva sul territorio apuano.

Trecento uomini circa impiegati in 12.240 servizi durante l’intero anno solate, cioè pattugliamenti negli abitati e perlustrazioni dove i cittadini vivono più isolati. Numeri importanti che fanno ancora più impressione se si pensa che nel solo 2018 i carabinieri hanno identificato circa 65mila persone (la provincia ne conta quasi 200mila). E sono stati controllati ben 46mila mezzi.

Grande attenzione è stata data a quella che è la criminalità di strada, ordinaria, attività che come sempre contraddistingue l’operato dei carabinieri. Ma, e il colonnello Rosati non maschera la sua fierezza, quest’anno i vari reparti hanno avuto un importante ruolo in una serie d’indagini indubbiamente significative per la vita del territorio.

Si potrebbe ricordare, in apertura di anno, l’operazione con la quale venne arrestato il giudice Roberto Bufo insieme ad altre 7 persone con l’accusa di avere controllato e turbato le aste in zona e nel tribunale avvalendosi dei propri poteri.

Vale la pena ricordare, per l’imponenza dei mezzi messi in campo, l’indagine denominata “Craiova clan”, con 18 persone di un’organizzazione criminale rumena finite in manette per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. E siamo a maggio.

A novembre, nello spazio di due settimane, altre due importanti operazioni. La prima, denominata “Drago”, ha visto arrestare 7 persone, con i carabinieri che hanno lavorato sotto la Direzione distrettuale antimafia di Genova, con personaggi accusati di compiere reati contro il patrimonio con l’aggravante del metodo mafioso.

E solo due settimane dopo arriva l’annuncio dell’operazione “Fire”, con l’arresto del funzionario dei vigili del fuoco Marco Frittella e altri cinque denunciati, che ha gettato una luce obliqua sulla gestione della sicurezza degli impianti lavorativi e ricreativi nel nostro territorio.

Complessivamente sono stati 5672 i delitti perseguiti e 1930 quelli scoperti, cioé quelli dove l’autore del reato è stato identificato. In pratica più di un terzo dei delitti totali sono stati ricollegati a uno o più nomi e cognomi. C’è poi il capitolo legato a furti e rapine, quello confusamente coperto dai media sotto il cappello della “sicurezza”. Su questo è interessante quanto sostiene proprio il colonnello Rosati. «Mi riferisco ad Aulla e in Lunigiana, dove la situazione per noi è stata particolare, ma mi riferisco a tutto il territorio. La percezione dei reati commessi, il senso d’insicurezza, è molto più alto rispetto alla realtà. I dati dell’anno precedente sono più allarmanti, sotto ogni rispetto. Insomma, è stata una buona annata». —

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