Il presidio
Noa: caos dimissioni, non arrivano le ambulanze
I mezzi ci sono ma i volontari sono pochi. Disagi per chi deve tornare a casa dal pronto soccorso, attese di oltre due ore
MASSA. Due ore per avere il servizio di ambulanza, dopo le dimissioni dal Noa. Due ore di attesa, che si aggiungono alle sei passate al Pronto soccorso, per un anziano di 91 anni diabetico e invalido al cento per cento. È successo la vigilia di Natale ma il problema della mancanza di ambulanze per poter rientrare a casa dal pronto soccorso e più in generale dall’ospedale, non è un caso isolato. Soprattutto in questo periodo delle feste che vede aumentare gli accessi al pronto soccorso e diminuire il numero di volontari destinati ai mezzi (non a quelli di emergenza e primo soccorso).
Dimissioni e disagi
«Non ci sono equipaggi» questa la risposta degli operatori in merito ai tempi per un paziente con problemi di salute e di orientamento dovuti all’età e alle patologie diventano davvero pesantissimi.
La vicenda risale alla vigilia di Natale e non è possibile neppure avvalersi di un servizio alternativo a pagamento: l’unica possibilità è chiamare il 118. Intralciare cioè un servizio di prima emergenza per avere un’ambulanza che garantisca il servizio di dimissioni a chi non ha la possibilità di essere trasportato in automobile.
Altrimenti bisogna aspettare. «Non è che si aspetta su una panchina» hanno risposto dall’Asl in riferimento alla vicenda, in particolare, del novantunenne. Ma per chi è costretto a passare ore in una barella nelle camere del pronto soccorso la situazione può rappresentare comunque un disagio. Anche se non si è su una panchina.
«Meno volontari»
Per il responsabile della centrale operativa del servizio del 118 Andrea Nicolini questo è un periodo particolare per quel che riguarda gli equipaggi dei volontari. «Il servizio civile ad esempio - sottolinea - deve essere rinnovato e quindi, soprattutto nei giorni di feste ci si ritrova ad avere i mezzi ma con pochi volontari da poter impiegare».
«Le dimissioni poi, naturalmente - continua - vanno in coda alle urgenze e mentre con i reparti è più semplice l’organizzazione con il pronto soccorso ci sono più problemi».
«Il problema esiste»
Per il primario del pronto soccorso, Alberto Conti, il problema della mancanza di ambulanze, o meglio di equipaggi di volontari, da impiegare nei casi di dimissioni esiste. Anche se precisa: «Esiste anche un abuso dell’utilizzo di ambulanze per fare ritorno a casa, da parte di persone che non hanno esigenza di essere trasportati su mezzi di soccorso». Il primario ammette anche i tempi di attesa per chi deve invece ricorrere necessariamente all’ambulanza dopo le dimissioni. «È un problema di questi giorni legato anche ai giorni festivi dove sono reperibili, non per le urgenze, un numero minore di volontari». —
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