Il presidio
«Criticare la statua significa processare la poesia di Massa»
Sulla polemica interviene anche l’autore Fabio Cristiani «Con questa opera si vuole solo dare lustro alla migliore lirica dialettale»
massa. L’ultimo a intervenire sulla querelle della statua in onore del fascista, podestà e scrittore di poesie Ubaldo Bellugi è Fabio Cristiani, commediografo e autore di testi poetici. «Non volevo intervenire su questa querelle che sta animando la città, ma come "uomo di lettere" non posso esimermi. Dunque si sta montando una polemica, un processo senza imputati. A meno che davanti al banco dei "giudici" non si porti la miglior espressione dell’animo umano che si chiama poesia», esordisce Cristiani.
Distingue insomma l’opera dall’artista. «Con il "monumento" che è stato deciso di apporre nella piazza di Quercioli si vuole solo e solamente dare luce ad un testo poetico, alla lirica dialettale più simbolica della nostra Comunità che è appunto "Primavera de Massa",a mio parere la migliore per esprimere il nostrano Genius Loci, nel senso che tutti i Massesi non possono che ritrovarcasi,in quei versi magistrali c'è tutta Massa e tutta la Massesità».
E si addentra nella distinzione. «Certo il suo autore Ubaldo Bellugi è stato fascista e podestà ma in quel componimento non vi è traccia di "apologia di fascismo", cosa che giustamente dovrebbe condannarsi anche a rigore di Costituzione, è invece poesia nel senso più alto e nobile del termine perché espressione dei sentimenti più profondi e veri, è fuori da ogni contesto storico-politico, è metatemporale e quindi eterna. È stata composta nel 1930 ma lo potrebbe esser stata anche cento anni prima o dopo senza cambiare la sua valenza espressiva. In una parola è poesia. Quindi lasciamo da parte le polemiche più o meno strumentali , di qua e di là dall'acqua e diamo dignità e valorizzazione a quel testo poetico che è di tutti i Massesi». —
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