Il presidio
«Ronchi è stato abbandonato» I residenti scrivono alla giunta
Lamentano, in particolare, l’incuria di piazza Calamandrei e dello sgambatoio Polemiche anche per l’albero di Natale realizzato dal Comune: dire orribile è poco
massa. I cittadini di Ronchi prendono carta e penna e scrivono all’amministrazione. La loro è una lettera di lamentela, soprattutto per le condizioni in cui versano Piazza Calamandrei e lo sgambatoio per cani.
A mettere la firma in calce alla lettera è un gruppo di residenti. Ma sono loro ad assicurare che quelle lamentele sono ampiamente condivise dai proprietari di seconde case che a Ronchi non vivono tutto l’anno, ma trascorrono le vacanze e i momenti di relax. Sarebbero state proprio le segnalazioni dei proprietari di seconde case, che lamentano un peggioramento nella cura del territorio, a motivare i residenti a scrivere alla giunta.
«Ronchi sarebbe una delle più belle zone residenziali se venisse curata anche in inverno - scrivono i firmatari della lettera - ma vediamo che tutto sta peggiorando. A cominciare da cose che sono pericolose. La zona adibita a sgambatoio per i cani, molto apprezzata da tutti perché moltissime persone hanno un amico a quattro zampe, a cominciare dai turisti che portano il cane con sé in vacanza, è sporca, non curata igienicamente, né mai disinfestata, la recinzione che divide lo sgambatoio dalla pineta e dai giochi per bambini ha un tratto abbattuto da un albero, caduto in estate e ancora lì, con conseguente pericolo: può causare incidenti gravissimi qualora un cane di grossa taglia sconfini ed azzanni dei bambini. Il parco – continua la lettera - è indecente, sudicio ed anche pericoloso perché è stato tolto il palco che in estate serve per manifestazioni varie trascurando di rimuovere o mettere in sicurezza i cavi elettrici nascosti da una sedia rovesciata, infine - prosegue la lettera - siamo nel periodo natalizio e tutti dovrebbero essere bravi ma il Comune ha installato un albero di Natale che dire orribile è poco e dire bello è molto».
I residenti spiegano che la lettera è solo il primo passo a cui, in caso di mancate riposte, seguirà una raccolta firme per la valorizzazione di una zona del territorio che non ha solo un valore ambientale e paesaggistico, ma anche storico culturale. —
Aldo Antola
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