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Rapporto economia 2018: vola la nautica cresce il Pil, ma soffrono le imprese rosa
I dati della Camera di Commercio: persi mille artigiani in sei anni, dimezzato l’export macchinari; 730 nuove assunzioni
Ci sono alcuni dati significativi nell’ultimo rapporto economia intermedio 2018, pubblicato dalla Camera di Commercio di Massa Carrara: le imprese apuane crescono il triplo rispetto a quelle toscane, le imprese femminili invece non ce la fanno, vola la nautica, che pompa di fatto tutto il comparto e l’edilizia è ancora in caduta libera; in sei anni si sono persi circa mille artigiani, il turismo tiene (vedi articolo in basso) ma solo a Carrara e Montignoso, e si sono consolidate ben 1.160 attività culturali e ricreative, che danno lavoro a oltre 2.500 persone.
Questa la fotografia scattata dalla Camera di Commercio, che per il suo presidente Dino Sodini è «Un bicchiere mezzo pieno».
I dati, illustrati ieri mattina nella sede dell’ente camerale parlano chiaro: crescono il Pil, il prodotto interno lordo (+0,7%), e le imprese, addirittura il triplo (+0,8%) rispetto al trend regionale (+0,29%). In affanno l’artigianato che soffre l’atavica difficoltà di accedere al credito (dal 2018 il sistema produttivo locale ha subito un taglio di 500 milioni di euro di prestiti pari a circa 30mila euro per impresa) e che ha perso, negli ultimi sei anni, 1.000 operatori, in particolare nella fragile fascia dai 18 ai 49 anni. In crisi, per la prima volta dopo molto tempo, le imprese guidate da donne (-17,1%) e da stranieri (-7,7%) mentre a sorpresa, con un indice positivo quasi del + 10%, galoppano quelle giovanili attive soprattutto nel settore delle costruzioni e del turismo. Confermato il trend negativo, è il terzo anno consecutivo, delle esportazioni che lasciano il 3% sul piatto (circa 41 milioni di euro): un dato influenzato fortemente dal calo dell’export dei macchinari (-50,3%). Sul fronte occupazione, in base da quanto rilevato dall’indagine Excelsior, le stime fanno ben sperare: tra novembre 2018 e gennaio 2019 le imprese assumeranno, nel complesso, 2.270 lavoratori e più precisamente 730 a novembre, 690 a dicembre e 850 a gennaio. Un contratto su tre sarà a tempo indeterminato anche se il dato che fa riflettere è la difficoltà, molto marcata, di reperire, nel 34% della casistica, figure professionali specializzate. Tengono i reparti strategici come il lapideo grezzo e lavorato, la metalmeccanica e la chimica che contribuiscono al + 1,7% finale.
Necessario però un distinguo tra la produzione delle medio e grandi imprese (+31%) e piccole (+0,2%). Torna in frenata il commercio al dettaglio (-2%). Considerazione a parte merita il settore della nautica che nel primo semestre mette a segno addirittura un tendenziale +40%. Continua la sofferenza dell’edilizia (-0,6%) che si “salva” solo grazie all’impiantistica (+0,6%). Incremento corposo anche per l’hub del porto di Marina di Carrara che aveva già chiuso il 2017 con un importante incremento delle movimentazioni a banchina. Anche il primo semestre si chiude con incremento del +18,7%. In crescita il traffico passeggeri che si attesta nel semestre a 6.900 transiti, con un incremento del 27,5% sul 2017.
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