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Lumini e 250 in corteo per illuminare il futuro della scuola Giromini
Docenti, bimbi e genitori in piazza per avere risposte dall’amministrazione La preside: «La perdita del finanziamento è una colpa grave del Comune»
Diciotto sillabe scandite ogni tre per due, così i che bimbi le ripetano subito, così che Francesco De Pasquale le mandi a memoria facilmente: «Sindaco aiuta i bambini, ridacci la Giromini». La richiesta di 250, forse qualcuno in più, tra insegnanti, genitori e tanti bimbi che vogliono risposte dall’amministrazione sui piani di riapertura per la Giromini. «Sempre che ci siano...», come con sfiducia vuole sottolineare più di un genitore.
Fiaccole riparate da petali di carta, bastoncini illuminati e il corteo parte da piazza Menconi per fare un lungo giro nel centro marinello. Determinati e sfiduciati, alcuni traditi, da un esito che non ci si aspettava. Il finanziamento regionale da 400mila euro è svanito, del progetto si sa poco e la riapertura dell’istituto non è prevedibile. O meglio, nessuno lo sa, perché i passi sono tanti.
Ad ammetterlo è il sindaco stesso, che ha deciso di scendere in piazza con gli altri. A sentire le ragioni di una piccola comunità che, in questo momento, gli è sicuramente in parte ostile. «A oggi non siamo ancora in grado di fornire i tempi. Ci sono dei passaggi burocratici da portare avanti, ma il progetto preliminare esiste e dunque il primo tassello c’è. Però adesso deve passare il vaglio dell’Autorità anticorruzione, della Soprintendenza e una serie di passaggi. Poi si passa al progetto esecutivo. I tempi della burocrazia sono veramente dilatati».
Stesse parole che aveva ripetuto in uno scambio con la preside Anna Maria Florio non appena aveva raggiunto il corteo. Ricevendo una risposta secca: «Non c’è l’impegno dell’amministrazione la perdita del finanziamento è una vostra colpa gravissima. Ci doveva essere un progetto che non è stato presentato e così sono svaniti i fondi». Scambio duro, ma cortese, col sindaco che si difende: «non c’è chiaramente la volontà di non fare aprire la scuola,stiamo lavorando. Il vecchio progetto non era sufficiente».
Non tutti hanno toni così pacati, nonostante ciò il sindaco comunque rimane nel corteo e non da contestato Alcuni lo apprezzano «La situazione non dipende solo da lui, positivo che sia venuto», commenta Carlo Polleschi, padre di uno degli alunni. C’è sfiducia più che rabbia. E a chi passando gli dice che «sta manifestando contro se stesso», fa spalluce e spiega: «Voglio risolvere il problema».
La scuola Giromini venne parzialmente chuisa nel 2012 dopo un terremoto e quattro anni dopo il resto dell’edificio fu dichiarato inagibile dopo uno studio sulla vulnerabilità sismica. La vecchia amministrazione aveva assicurato un intervento di recupero completo. Ma sei anni dopo servono le fiaccole per illuminare quello che si va trasformando in un altro monumento alla incapacità di curare territori e servizi sul territorio.
Molto critica Angela Spinelli, del comitato genitori. «C’è mancanza di comunicazioni e risposte, non sappiamo se la Taliercio è una scuola a termine come ci ha detto l’assessore Andrea Raggi, se alla Menconi possono andare in così tanti».
Vogliono risposte da quello che finora, ai loro occhi, è stato il “muro di gomma” degli amministratori grillini. A fine corteo l’instancabile Carlo Lamperti, megafono del corteo e presidente del comitato: «Il sindaco ci ha detto che sta cercando una sede per fare l’assemblea pubblica. Forse la Marmomacchine». Se ne parlerà a gennaio in ogni caso. Sperando che ricordi: «aiuta i bambini...». —
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