Il Tirreno

Il partito democratico 

«Hanno trasformatol’Inno di Mameli in una fanfaronata»

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massa. Prima di ogni seduta consigliare, in aula suona l’inno di Mameli. Così ha deciso proprio il consiglio comunale approvando a maggioranza la risoluzione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. In occasione della prima seduta preceduta dall’inno i consiglieri piddini Stefano Alberti e Gabriele Carioli sono usciti dall’aula.

Ora spiegano il perché: «Le motivazioni - così esordiscono i due consiglieri in una nota condivisa - sono molto semplici: alle fanfaronate della destra rispondiamo che il Canto degli italiani è una cosa seria, a cui portare rispetto e che deve accompagnare le celebrazioni e i momenti significativi della storia, italiana ed anche europea, o eventi che richiamano all’unità ed alla condivisione: il 29 gennaio, il 14 febbraio, il 10 aprile, il 25 aprile, il 9 maggio (Festa dell’Europa), il 2 giugno, il 30 novembre (Festa della Toscana) per esempio. Invece si cerca il colpo ad effetto, la fanfaronata, il recupero di “verginità “ politica.Vogliamo ricordare - proseguono Alberti e Carioli - chi fino a pochi mesi fa, non anni, inneggiava alla indipendenza della Padania (il falso mito), sbeffeggiava il “tricolore”, chiedeva di sostituire l’Inno di Mameli con il Và Pensiero (più nordista). Hanno sostituito il nemico, il “meridionale” con l’immigrato e per pura convenienza elettorale hanno riposto la cassetta degli attrezzi ideologici».

E ancora: «L’ Inno di Mameli appartiene a tutti, un canto rivolto a tutti gli italiani per ritrovare la propria dignità di popolo e che nella recente storia comune ha unito nella lotta della Resistenza (durante il fascismo si preferivano i canti inneggianti la figura del Duce). Non abbiamo bisogno di sollecitazioni - così si conclude la nota dei consiglieri Pd - nè di blandire nessuno, ci teniamo stretto l'Inno di Mameli, il tricolore e la nostra Costituzione che - aggiungono Gabriele Carioli e Stefano Alberti - nella sua prima parte rimane una delle più belle del mondo». —



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