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Giunta Persiani: la sicurezza prima di tutto L’opposizione: programma di vuoti slogan

Benedetta Bianchi
Giunta Persiani: la sicurezza prima di tutto L’opposizione: programma di vuoti slogan

Presentate le linee di mandato dell’amministrazione di centrodestra, arrivano autovelox, più vigili e nuove telecamere

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MASSA. La sicurezza al primo punto, poi il turismo, i lavori pubblici, il decoro, il bilancio, la sanità. Una trentina di pagine descrivono ciò che la giunta Persiani ha intenzione di fare nei prossimi cinque anni: sono le linee programmatiche del mandato 2013-2028, un documento previsto dalla legge 267/2000 che contiene gli intenti politici e di pianificazione della città e del territorio.

E’ stato lo stesso sindaco Francesco Persiani a descrivere a grandi linee, ma toccando tutti i settori, l’idea che ha questa amministrazione di Massa, «città con potenzialità inespresse, dalla vocazione turistica mai veramente esplosa, una città legata alle infrastrutture e alla sicurezza». Ed ha sottolineato che «nonostante siano ritenute vaghe e non strategiche dall’opposizione, rappresentano nella quasi totalità i programmi elettorali della coalizione quindi sono già state approvate dalla maggioranza degli elettori».

Le linee programmatiche (approvate con 20 voti favorevoli) sono il «libro dei sogni» di ogni amministrazione ed anche se ambiziose «speriamo di riscriverle prima dei cinque anni perché significherebbe che abbiamo portato tutto a termine» ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Marco Guidi. Per lui sono le «linee programmatiche del buonsenso, abbiamo deciso di affrontare i problemi fermi da anni ed abbiamo già iniziato molti lavori».

Ma per il centrosinistra he il programma, è un documento vuoto, un «bignami di slogan» secondo Agostino Incoronato di Upc, un atto per Gabriele Carioli del Pd «assemblato in modo disomogeneo e contraddittorio». «La luna di miele è finita – ha aggiunto Carioli - nonostante l’epocale vittoria dopo sei mesi siamo di fronte alla totale mancanza di idee strategiche e questo potrebbe portare ad una regressione». Difende la giunta Alessandro Amorese, Fdi, «favorevole perché ritroviamo il nostro programma elettorale, ma anche per questioni già affrontate in questi mesi; partiamo da un passato disastroso a fronte di un territorio ancora potenzialmente ricco e con queste linee la città si riprende il proprio ruolo da protagonista».

Il documento parte dal turismo e da obiettivi come il recupero delle colonie, la riqualificazione delle piazze, la lotta all’erosione costiera e la promozione dell’offerta in fiere internazionale ed eventi. Per quanto riguarda il lavoro, l’amministrazione si è già mossa per ottenere il riconoscimento di area crisi complessa e «in settimana la Regione ci ha promesso che completerà la domanda» ha riferito Persiani. E poi una manutenzione continuative delle strade e delle scuole, il completamento dell’iter della variante Aurelia di cui il Cipe ha già stanziato i fondi, la riqualificazione del mercato delle Jare e l’ampliamento della biblioteca. «Lascio da parte palazzo Bourdillon – ha detto Persiani – perché si sono spese anche troppe parole e non promettiamo nulla».

Ampio il capitolo dedicato alla sicurezza, leitmotiv della campagna elettorale del centrodestra: l’amministrazione punta ad aumentare gli agenti di Polizia municipale ed istituire un turno notturno oltre allo spostamento del comando in centro città, a potenziare i sistemi di videosorveglianza, alla tolleranza zero contro accattonaggio, schiamazzi e venditori abusivi e installazione di autovelox. «Una militarizzazione della città» l’ha definita il consigliere Mdp Uilian Berti, scelta difesa dal vicesindaco Guido Mottini, rappresentante Lega, che invece vuole portare più controlli per combattere la prostituzione e la movida caotica per dare risposte alla cittadinanza.

Per quanto riguarda lo spostamento del mercato, chiesto a gran voce da Alternativa civica, Mottini ha replicato: «c’è un confronto all’interno della maggioranza ed abbiamo dato mandato agli uffici di relazionare sulle criticità e su ciò che è possibile fare». «Alcuni punti sono convincenti, altri meno – ha affermato Sergio Menchini (che ha votato no) – non è il nostro programma, ma non facciamo opposizione a priori». Non votanti i 5 stelle, tuttiavia contrari su molti punti che per Luana Mencarelli «non vanno d’accordo con i nostri principi; la specificità sarà esplicata nella pianificazione strategica, nei documenti che verranno, e il nostro compito sarà quello di monitorare».

Da ultimo Stefano Benedetti, da consigliere di Fi Italia: «La minoranza è stata brava ad arrampicarsi sugli specchi, è riuscita a criticare dopo aver fallito». —

Benedetta Bianchi

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