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il caso  

Eredità Casonato, perizia in villa per stimarla

C.S
Eredità Casonato, perizia in villa per stimarla

La figlia di Piero non ha ancora accettato i beni. Prima vuole verificarne le condizioni e valutare i costi di un intervento

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MAssa. Ci sono tutti gli ingredienti per la sceneggiatura di un film poliziesco. C’è una villa abbandonata, c’è un omicidio, ci sono due processi. Un testamento e una figlia erede di cui tutti scoprono l’esistenza soltanto quando quel testamento viene aperto.

E l’apertura avviene quando Piero Casonato muore, ucciso dal fratello Marco che, proprio nel giardino della villa, dopo una lite, lo investe con l’auto. Per quell’investimento è a processo con l’accusa di omicidio volontario. È dopo l’omicidio che viene alla luce il testamento in cui Piero - spiega l’avvocato Guido Bernieri - nomina erede la figlia di cui fino ad allora nessuno conosce l’esistenza. Lo fa, però, ad una condizione: che, nel momento in cui scatti il riconoscimento, lei assuma il cognome Casonato. E così accade. Il dna della ragazza, classe 1996, è compatibile con quello del padre e la donna ora porta il nome di Alessandra Casonato. È lei l’erede nominata. «Le altre 5 persone citate nel testamento - spiega l’avvocato Bernieri che le rappresenta - sono i legatari a cui sono stati riconosciuti singoli beni e di minor entità». Non subentrano, quindi, come l’erede, in tutto il patrimonio di chi fa testamento.

La figlia di Casonato, però, il suo sì all’eredità - la legge ammetta anche la rinuncia - ancora non l’ha espresso. Ha deciso di anticipare alla scelta un inventario dei beni del padre. Si tratta di una verifica dettagliata, una perizia su mobili e immobili ed, eventualmente, anche sulle posizioni passive, vale a dire sui debiti, se ve ne fossero. È nell’ambito di questa dettagliata perizia che ieri mattina il notaio a cui si è affidata l’erede, accompagnato dal custode giudiziale (il giudice ha disposto la custodia di villa Massoni) si sono recati ai piedi del castello. Presenti al sopralluogo anche i vigili del fuoco. A spiegare il perché è lo stesso Lattanzi:«La loro presenza è stata disposta (per motivi di sicurezza ndr) dalla giudice Alice Serra». La villa, infatti, è al centro di un secondo processo in cui sul banco degli imputati siede lo stesso Marco Casonato con un’accusa ben più leggera dell’omicidio: gli viene contestato il reato di danneggiamento al patrimonio artistico e archeologico nazionale (previsto dall’articolo 733 del codice penale). In particolare secondo il pm Casonato non si è fatto carico di alcun lavoro di manutenzione alla villa Massoni che versa in pessime condizioni tanto che alcune sale - spiegano gli stessi vigili del fuoco - non sono agibili». Ecco dunque che la loro presenza diventa indispensabile in casi di sopralluogo. Condizioni, quelle della villa, che spiegano anche la scelta della figlia di vagliare con massima attenzione la scelta di accettare l’eredità. Intervenire sulla villa per garantirne la sicurezza potrebbe essere particolarmente pesante dal punto di vista finanziario. I sopralluoghi effettuati - uno ieri e uno in precedenza - puntano proprio ad un inventario dei beni che ponderi i costi-benefici. A inventario fatto, seguirà le decisione. —C.S

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