Il presidio
Chef Rubio fa tappa ad Aulla tra gli sgabei e il cinghiale di “Mimmo e Francesca”
AULLA. Chef Rubio fa tappa ad Aulla. E mangia alla grande. Nella seconda puntata di “Camionisti in trattoria”, la trasmissione andata in onda su Dmax giovedì scorso (il 13 dicembre) e dedicata alla Toscana, Gabriele Rubini in arte “Rubio” si è fermato ad Aulla e più precisamente alla trattoria da Mimmo e Francesca, al numero 6 di via Saigola ad Aulla.
Lo chef divenuto famoso col format “Unti e Bisunti” dedicato allo street food ha deciso di boicottare i ristoranti stellati e ad affidarsi a chi, tradizionalmente, di cibo se ne intende: i camionisti. Nel suo viaggio attraverso l’Italia dele trattorie più ruspanti, non poteva non attraversare la Toscaba, la regione che ha dato i natali alla bistecca “così al sangue che ti scappa dal piatto” (parole sue!), viaggio in cui Rubio è stato accompagnato da Vincenzo Fabbozzi detto “Boccio”, toscano e camionista doc. A colpo sicuro il suo cicerone lo ha accompagnato ad Aulla a gustare le prelibatezze preparate dal partenopeo Domenico Alfano (Mimmo) e dalla sua compagna lunigianese, Francesca Molli. «Abbiamo aperto nel 2007 come pizzeria – ha raccontato Mimmo, che è pizzaiolo provetto – poi i clienti hanno cominciato a fare richieste diverse col tempo il ristorante ha fagocitato la pizzeria. Mi è dispiaciuto, ma almeno ho lavorato meno». La specialità del locale è la selvaggina: «Cucino tra 10 e 20 chili di cacciagione alla settimana, a seconda della stagione», ha spiegato Francesca, aggiungendo: «Qui il camionista è contento: serviamo quei 120-130 grammi di pasta a crudo a testa, con un sugo molto carico». Porzioni generose, insomma. E il pranzo di Rubio, Vincenzo detto “Boccio” e suo figlio Mirco non ha fatto eccezione. Come entrée, si parte con i classici sgabei: «Pasta per il pane fritta in piscina d’olio con salumi e stracchino, roba che qui in Toscana è il battesimo per tutte le arterie vergini», ha chiosato lo chef più unto della tv. A seguire una selezione di ben tre primi: tagliolini ai mirtilli al sugo di cervo, pappardelle al sugo di cinghiale e panzerotti ai porcini. Per concludere, stracotto di cinghiale con polenta e tagliata d’anatra «che trasforma in cavernicoli al primo morso», sempre secondo le parole di Rubio. Con una spesa più che ragionevole: 14 euro a testa per l’antipasto, tra i 9 e i 10 euro per ciascun primo e tra i 12 e i 14 euro per i secondi. —
Irene Rubino
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