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Una emorragia continua: l’ammanco sale a 1,8 milioni

Benedetta Bianchi
Una emorragia continua: l’ammanco sale a 1,8 milioni

Master fa il punto su immobili fantasma e canoni di locazione mai pagati E di 8.200 imprese attive a Massa soltanto la metà è iscritta ai ruoli della Tari 

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«Non riesco a credere che questo atto sia stato scritto da un professore come Alessandro Volpi perché c’è dell’ignoranza»: non le ha mandate a dire Corrado Panesi, amministratore unico di Master srl rispondendo ad un’interpellanza sull’azienda dei tributi presentata martedì sera in consiglio comunale dal gruppo consiliare del Pd. E sono state inevitabili le scintille tra i consiglieri dell’opposizione e l’amministratore.

Nell’atto si chiedeva, tra le varie cose, «quali sono i tributi a rischio prescrizione, quali e come sono stati trovati gli immobili fantasma citati dall’assessore Pierlio Baratta, quali le attività di accertamento relative a Tari e Imu 2013». I numeri citati da Baratta alcuni giorni fa continuano a salire: per i beni appartenenti al patrimonio comunale concessi in locazione o concessione, ossia immobili ad uso commerciale, Aeroclub, antenne telefonia mobile, i crediti a rischio prescrizione sono circa 1,8 milioni di euro. E mancano nelle casse comunali anche i soldi delle imposte: «Non posso dichiarare quanti siano gli immobili fantasma – ha precisato Baratta – ma sulla base della banca dati della Camera di commercio risultano 8.200 imprese attive iscritte e solo 4 mila ai ruoli della Tari così ho chiesto agli uffici di verificare se l’anomalia potesse sottendere a qualche evasione». Master ha predisposto le liste per l'invio degli avvisi di accertamento d'ufficio per l’Imu 2013 e per omessa dichiarazione della Tarsu 2012 (altrimenti prescritta) di cui sono state effettuate 3.570 postalizzazioni; predisposte anche le liste relative alla Tari ordinaria 2014 e 2015.

«Di contro, i numeri della riscossione sono bassi «anche per problematiche di organico per questo abbiamo valutato l’ipotesi di esternalizzare il servizio in modo da velocizzare la capacità di incasso» ha spiegato l’assessore al Bilancio.

Ma il Partito democratico ha messo in discussione soprattutto la manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di avvocati specializzati in diritto civile e tributario. Un elenco che Panesi ha ribadito più volte non essere illegittimo, ma previsto dalla legge, «chi c’era prima si riteneva tuttologo, io non lo sono e da buon padre di famiglia riconosco di aver bisogno di consulenze» ha detto l’amministratore.

«Solo un cretino può pensare che io abbia chiesto al comune di difenderlo in un contenzioso come avete scritto – ha continuato – e se anche per refuso Master avesse chiesto di difendere il comune sarebbe un abuso, sarebbe una costituzione in giudizio nulla».

«Il bando per avvocati serve a colmare le lacune del nuovo amministratore unico, non a recuperare i soldi degli evasori» replica il Pd che definisce le risposte dell’amministratore «di una maleducazione che sfocia nello scarso rispetto istituzionale».

«Non apprezziamo il metodo con cui si è scelto di buttare a mare le professionalità interne al comune a favore di consulenze – continua il Pd - non è stato supportato da evidenze concrete per quali ragioni si debba rottamare il personale interno» —

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