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Mdp contro Persiani: «Un programma fumoso per sfuggire ai controlli»
MASSA. “Chi governa a Massa?” A porre la questione è Articolo Uno -Mdp dopo un’esame delle linee di mandato 2018-2023 proposte dall'amministrazione di centrodestra. Un documento che Articolo Uno-Mdp definisce “inadeguato e privo di trasparenza”.
«Un’amministrazione che si definisce “governo del cambiamento” – dice la formazione di cui è segretaria Claudia Faita – non può liquidare problemi complessi come ambiente e cave riducendoli ad un breve elenco puntato che non fa menzione di concessioni, valorizzazione della filiera, messa in sicurezza e regolamentazione ai fini della tutela ambientale. Non potendo pensare a un eccesso di sprovvedutezza, si delinea il sospetto che si desideri operare a briglia sciolta, senza gli intoppi di una carta che canta. Il documento non parla chiaro neppure sul modo in cui si affronterà l’emergenza occupazionale, sul piano per i rifiuti, sul recupero abitativo e si liquida la questione urbanistica alla conclusione dell’iter burocratico di approvazione del piano esistente. Il sospetto si fa ancora più pregnante alla luce della totale mancanza di una politica di gestione delle colonie, di un progetto di riqualifica della zona ronchi-Poveromo e l’incapacità di pensare Massa in termini di sostenibilità e welfare». L’unico vero cambiamento che si prospetta, accusa Mdp, «è legato allo stato di polizia che mira a rendere Massa una città “militarizzata” e chiusa».
Il fatto che non si faccia menzione di una ipotetica revisione del Piano strutturale, poi, «rende lecito pensare che si voglia sequestrare il discorso pubblico lasciando a consiglio comunale e giunta solo il ruolo d’indirizzo. Se guardiamo alle deleghe fondamentali, tutte riservate alla figura del sindaco, il disegno diventa ancora più fumoso al punto che ci troviamo a chiederci chi è che governa veramente la città, chi prende le decisioni importanti. Pretendiamo chiarezza e trasparenza». —
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