Italia
Si canterà l’Inno di Mameli a ogni consiglio comunale
Passa la proposta “nazionalistica” del gruppo Fdi, dissenso di Cinque stelle e Pd E in aula arriva la grana ricicleria: dev’essere ristrutturata, sarà chiusa a metà
MASSA. Sono le 22.08 di martedì sera quando nell’aula del consiglio comunale risuona l’inno di Mameli. E d’ora in poi il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come “Fratelli d’Italia” verrà intonato spesso: all’inizio di ogni seduta del consiglio. La novità è l’affertto della approvazione da parte del consiglio cmunale stesso, dela prposta avanzata dal gruppo di Fratelli d’Italia (inevitabile). Una proposta «non solo nel nome del patriottismo e dell’alto valore storico – ha detto il consigliere Fdi Massimo Evangelisti - ma perché è un elemento distintivo che ci fa sentire nazione e quindi comunità e conferirà maggiore solennità alle sedute del consiglio».. Massa non è il primo comune dove è passata questa proposta: succede già a Montevarchi, a Siena, a L’Aquila. Compatto il voto della maggioranza, mentre il Movimento 5 stelle è uscito dall’aula prima del voto perché come detto da Luana Mencarelli, «è un’istituzionalizzazione che non viene fatta neanche in Parlamento e non è consona a lavori del consiglio comunale; non partecipiamo alla discussione perché ci sono argomenti più impellenti per la città». Una discussione che non c’è stata se non la curiosità di Agostino Incoronato, Udc, «come verrà suonato, col nastro?»
I venti voti della maggioranza sono bastati a far approvare la risoluzione per far risuonare l’inno nazionale nella Sala 10 aprile; il presidente del consiglio Stefano Benedetti non ha neppure atteso la prossima assise ed ha dato subito il via alle note patriottiche. In quel momento però sono usciti dall’aula i consiglieri del Pd: «Non siamo certo contrari all’Inno, ma ci sembrava una forzatura per far vedere che loro sono più italiani di altri» ha spiegato Gabriele Carioli. Aveva invece già lasciato la seduta, per impegni personali, Alternativa civica.
Una lunga discussione si era aperta proprio sulla mozione di Andrea Barotti sulla ricicleria di via Dorsale; un atto che voleva impegnare il sindaco Francesco Persiani nel risolvere le criticità legate alle autorizzazioni per la Valutazione di impatto ambientale e a problemi strutturali, ma bocciato perché «ci siamo già impegnati» ha detto il sindaco sottolineando che gli interventi «saranno lunghi e dispendiosi oltre a richiedere una programmazione ed un’organizzazione tali da garantire l’apertura al sito da parte degli utenti».
In altre parole, la ricicleria non chiuderà per non creare abbandoni di rifiuti e discariche abusive sul territorio, mentre il verde e per il legno saranno conferiti al Cermec. Per quanto riguarda l’autorizzazione, scaduta a gennaio 2018, nei giorni scorsi è stata inviata alla Regione la pratica per l’ottenimento della Via. «I locali di fronte alla pesa non vengono utilizzati per il distaccamento di intonaci – ha proseguito il sindaco – saranno elaborati un progetto per il rifacimento delle platee cementizie e la soluzione per risanare o abbattere il portale principale. E’ messa in sicurezza l’area per la canalizzazione delle acque di pioggia dilavanti dal piazzale, problema sollevato in passato anche da Arpat». Ha fatto il punto anche l’amministratore Asmiu Lorenzo Porzano: «Ci siamo attivati prima di questa mozione per ripristinare legalità, l’attenzione è massima, ma servono azioni forti per scongiurare conferimenti abusivi». Barotti però, convinto che il suo atto abbia dato avvio alle procedure, ha precisato che «in ambito ambientale impegnarsi non significa aver ottemperato».
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