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L’operazione in ospedale non si può fare e qualcuno chiama i carabinieri

Libero Red Dolce
L’operazione in ospedale non si può fare e qualcuno chiama i carabinieri

La direzione sanitaria non dà l’ok, la struttura non è adeguata. Il medico però vuole rispettare la volontà del paziente

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MASSA. Un’operazione bloccata perché l’ospedale di Massa non è attrezzato per quel genere d’interventi. Tutto programmato, sala operatoria prenotata, medico pronto ma arriva lo stop. E così qualcuno in ospedale chiama i carabinieri che arrivano in reparto ieri mattina e ascoltano i presenti e il medico, il primario Mirko Lombardi, che aveva deciso comunque di operare perché convinto di star mettendo in pratica quella che era la volontà univoca del paziente. Essere operato da lui e al Noa.

Il conflitto parte da lontano. Il paziente era ricoverato per una malattia importante, che necessitava di un’operazione chirurgica. E si era rivolto al Noa.

La linea professionale, cioè i chirurghi, avevano però stabilito che il paziente non fosse operabile a Massa. Secondo le norme infatti per il tipo di operazione prevista, il paziente sarebbe stato operabile soltanto in un centro dove di questi interventi se ne fanno almeno trenta in un anno. Numeri che il Noa non fa.

Si tratta di questioni che hanno a che fare con la sicurezza, della qualità di vita dopo l’intervento, che sono dei parametri previsti in sanità. Seppur, ed è questa una delle ragioni del contendere, non applicate in maniera omogenea su tutto il territorio. Il primo centro disponibile per operare il paziente è l’azienda ospedaliera di Pisa, dove operazioni di questo tipo se ne fanno oltre settanta all’anno.

Il paziente però ha firmato il consenso informato, dove pare che abbia specificato il suo assenso all’operazione eseguita dal dottor Lombardi all’ospedale di Massa.

La questione è andata avanti, ma la direzione sanitaria ha bloccato l’iter. Ci sono infatti anche rischi dal punto di vista legale, col rischio di azioni di tutela da parte dei familiari o del paziente successivamente.

Viene così individuata una struttura, Pisa, dove poter operare il paziente garantendo comunque che l’operazione fosse eseguita da Lombardi. Ma la cosa, pare, non convince il paziente e il medico non ha intenzione di disattendere la sua volontà. Così ieri l’operazione è saltata, per l’opposizione anche degli anestesisti che dovevano operare in condizioni poco chiare. Con i carabinieri che hanno ricevuto chiamate anche dall’azienda sanitaria. Una situazione destinata ad avere dei risvolti.—
 

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