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lavoro e ambiente 

Fossacombratta e Bettogli, rush finale si decide tutto nelle prossime ore

A.V.
Fossacombratta e Bettogli, rush finale si decide tutto nelle prossime ore

Confronto pubblico oggi a Palazzo Ducale per la cava, domani in conferenza dei servizi l’ipotesi del taglio della vetta

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carrara. Ore decisive per due questioni marmo che stanno agitando il mondo del lavoro, della politica e dell’ambiente. Sotto i riflettori due porzioni di montagna, la cava di Fossacombratta e la vetta di Bettogli.

Per Fossacombrata stamani è previsto il confronto pubblico per poi arrivare (subito dopo Natale sono i tempi stimati) alla conferenza dei servizi. Conferenza invece già in calendario domani per quel che riguarda il progetto, presentato da sei aziende del lapideo, che prevede il taglio di parte della cima di Bettogli.

Fossacombratta: oggi

il confronto pubblico

Appuntamento stamani nella sala della Resistenza di palazzo ducale, in piazza Aranci a Massa. Dalle 9 alle 13 presso la Sala della Resistenza, in Palazzo Ducale a Massa il “Sintetico contraddittorio” per il Progetto di messa in sicurezza della cava “Fossa Combratta” , presentato dalla ditta Tonarelli Piero Alfredo srl. Il Contraddittorio, disposto con delibera di Consiglio Direttivo del Parco (n. 44 del19.10.2018), si svolgerà in seduta pubblica secondo le modalità stabilite dall’art. 54 della L. R. 10/2010 e sarà presieduto da Dora Bonuccelli, coordinatore dei processi partecipativi del Parco. Dopo l’illustrazione del progetto, da parte dei titolari dell’azienda escavatrice, verranno sentite le ragioni delle quattro associazioni ambientaliste che hanno fatto richiesta di intervenire: il Cai, Italia Nostra, i Grig e Legambiente. Il pubblico può assistere alla seduta ma non potrà intervenire. Al termine dell’incontro, o meglio del contraddittorio, sarà messo nero su bianco un verbale che poi sarà presentato alla conferenza dei servizi che sarà convocata subito dopo Natale.

Bettogli: domani

si decide sul taglio

La conferenza dei servizi è convocata per la giornata di domani. Sul tavolo il progetto di parziale taglio della vetta di Bettogli. Progetto a cui sono legati un centinaio di posti di lavoro, quelli dei cavatori, e degli impiegati al piano, che l’altra mattina hanno fatto sentire la loro preoccupazione in Comune. Insieme al sindacato che ha lanciato l’allarme: «Entro sei mesi, massimo un anno, cento posti di lavoro saranno a rischio». Un allarme lanciato proprio durante l’assemblea partecipatissima nella sala di rappresentanza di palazzo civico.

il comune: pressoni sui nostri tecnici

«I nostri tecnici - si legge in una nota del Comune - hanno riferito che un nutrito gruppo di cavatori, alla presenza di alcuni imprenditori, avrebbe fatto pressioni, ponendo domande in merito ai metodi di valutazione e seguendoli nel corso del sopralluogo. L’amministrazione prende le distanze e condanna questo comportamento, confermando piena fiducia e sostegno all’operato dei tecnici che devono poter lavorare in piena autonomia e senza alcun tipo di condizionamento esterno per valutare l’attinenza dei progetti alle normative vigenti» .

«Nel ribadire che i sopralluoghi dei tecnici si devono tenere senza alcun tipo di interferenza, è bene fare chiarezza: fin dall’inizio di questa vicenda, l’amministrazione con il supporto preziosissimo degli uffici ha fatto di tutto per costruire un percorso che garantisse la prosecuzione di tutte le attività e il mantenimento dei livelli occupazionali, nel rispetto della legge, dell’ambiente e del paesaggio. L’amministrazione non ha paura di dirlo, i margini tecnici per conseguire questo risultato ci sono sempre stati. Per questo a più riprese è stato chiesto alle aziende interessate di mettere a punto progetti “sostenibili” che conciliassero le esigenze delle imprese e il rispetto delle norme - continua la nota - Non tutti purtroppo hanno ascoltato questa esortazione. L’amministrazione tiene a precisare che gli organi competenti valuteranno diversi progetti per diverse cave e l’esito potrebbe non essere lo stesso per tutti. Anche nel malaugurato caso in cui ci fossero una o più “bocciature” queste non implicherebbero il fermo dell’attività direttamente interessata, né di quelle limitrofe e tanto meno comprometterebbero il futuro di quel sito estrattivo. Semplicemente gli imprenditori dovrebbero fare quello che l’amministrazione ha chiesto loro di fare nei mesi scorsi, ovvero presentare un nuovo progetto, questa volta sostenibile».

«Questa amministrazione- si chiude la nota di palazzo civico - non vuole la chiusura delle cave anzi sta facendo di tutto per tenerle aperte. L’eccellente gestione della pratica della Cooperativa di Lorano, finita nelle maglie del 58bis, ne è una prova: grazie al potenziamento del settore voluto dall’amministrazione e all’ottimo lavoro fatto dai tecnici del comune e di tutti gli enti preposti, l’attività in quel sito è potuta riprendere dopo meno di un mese». —

A.V.

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