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«Sì al taglio, loro compenseranno la città»
Quadrelli (Cgil): le aziende si sono impegnate a dare soldi per scuole o impianto di lavaggio, il danno ambientale non è micidiale
«Noi, come sindacato, siamo dalla parte dei lavoratori, dell’occupazione. Sono consapevole che per i carrarini la cima di Bettogli è un simbolo, ma è altrettanto vero che le aziende che escavano in quella porzione di monte, e danno lavoro a cento persone, sono disposte a una compensazione per la città».
A parlare è Leonardo Quadrelli, segretario della Fillea Cigl, il sindacato di categoria che, insieme alla Feneal Uil ieri mattina era a fianco dei lavoratori di Bettogli durante l’incontro in Comune.
«Il taglio della vetta
può essere fatto»
Quadrelli lo dice chiaro: «La vicenda della vetta, il cucuzzolo di Bettogli, riguarda un centinaio di lavoratori - comincia col precisare il segretario della Fillea - Il progetto presentato può essere fatto. Il primo era quello che prevedeva la decapitazione della vetta, il secondo la prevede solo in parte e non rappresenta un danno ambientale micidiale».
i posti di lavoro
«Non si tratta di provvedimenti immediati - spiega Leonardo Quadrelli - ma è chiaro che alla vicenda della vetta sono legati un centinaio di posti di lavoro, al monte e anche al piano. Non è che questi dipendenti rimangono a casa subito, questo è doveroso precisarlo, ma anche dal confronto che abbiamo avuto con l’Asl senza la necessaria messa in sicurezza le cave che escavano in quella zona saranno obbligate a chiudere, a non poter più inisitere su quel crinale. I tempi non sono lunghi: c’è chi sarò obbligato a mandare via i dipendenti fra sei mesi, chi fra un anno. Insomma il rischio è di vedere cento posti di lavoro in meno in poco più di un anno. Un dato davvero preoccupante.
la compensazione
«Lo sappiamo che per i carrarini la cima di Bettogli è un simbolo ma bisogna anche ricordarsi che il Pit dice che non si possono toccare soltanto le vette integre e questa non lo è più»: precisa Quadrelli e aggiunge.
«Le aziende, gli imprenditori che insistono su questa parte del monte e che condividono il progetto di taglio - continua - sono disposti a una compensazione per la città. Potrebbe essere l’acquisto di un nuovo sistema di lavaggio, per abbattere le polveri, ma anche di un intervento importante, ad esempio da mezzo milione di euro, per poter rimettere a posto una delle scuole disastrate della città». —
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