Il presidio
Posteggio in via Massa Avenza, la class action dei residenti
Gli abitanti e alcuni consiglieri che siedono all’opposizione hanno firmato anche un documento indirizzato al presidente Enrico Rossi
MASSA. Una “class action”, un’azione legale collettiva, per fermare il progetto del parcheggio per tir in via Massa Avenza. La annuncia il comitato “Abbandonati da tutti” per mettere un freno al progetto approvato dal consiglio comunale il 6 novembre. E oltre alle vie legali annuncia la stesura di un documento indirizzato al governatore Enrico Rossi firmato da alcuni consiglieri di opposizione: Luana Mencarelli e Paolo Menchini (Movimento Cinque Stelle), Agostino Incoronato (Uniti per la città), Stefano Alberti e Gabriele Carioli (Partito Democratico). Ad apporre la propria firma per chiedere la revoca del progetto di costruzione del parcheggio, che verrà finanziato dalla società Grendi trasporti marittimi, anche l’ex consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi e Elena Cordoni: «Chiederemo - ha detto Gino Cristiani, anima del comitato - ciò che ripetiamo da anni: quell’area deve restare area verde del Comune, chiediamo lo spostamento del progetto in via Martiri di Cefalonia dove sarà gradito da tutti, ristoratori di via Dorsale e ristoratori di via Massa Avenza».
L’avvocato Arianna Caruso, portatrice delle istanze dei 700 cittadini che non vogliono il parcheggio, spiega: «In quell’area la viabilità è disconnessa, manca la segnaletica orizzontale e i semafori per i pedoni. Capiamo che ci sia un piano urbanistico da rispettare ma è altresì importante rispettare le esigenze di chi vive in quella zona che necessita di essere riqualificata». L’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi precisa che la zona «non è un’area verde» da piano regolatore, attualmente vigente, ma è destinata ad «opere di infrastruttura pubblica». A districare la matassa ci penseranno i giudici o il presidente Rossi. —Camilla Palagi
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