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La giudice è in ferie e il processo per l’alluvione slitta di altri due mesi

Libero Red Dolce
La giudice è in ferie e il processo per l’alluvione slitta di altri due mesi

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aulla. Ancora uno slittamento per il processo sull’alluvione di Aulla, stavolta per le ferie programmate dalla giudice togata Valentina Prudente che comprendevano il giorno dell’udienza fissata ieri. Decisione che ha lasciato qualche malumore negli avvocati, soprattutto quelli delle parti civili, delusi dall’ennesimo rinvio di un processo che proprio pare non avere pace.

Al cataclisma ambientale che si è abbattuto sulla città pare fare da specchio una vicenda processuale che di lineare non ha avuto nulla. Tra cambio del giudice per trasferimento, testimoni da risentire, udienze con i microfoni spenti e ora il coincidere di ferie della giudice con l’udienza, i termini della prescrizione per l’omicidio volontario, più che verosimilmente ormai certa, sono ormai a tiro.

Alcuni avvocati ieri non sono entrati in aula durante l’appello, proprio a testimoniare un disagio alla notizia di un altro rinvio dell’udienza. La prossima è stata fissata per il 26 febbraio, come già deciso nel calendario concordato in precedenza. Con nessuna nuova udienza fissata nel mezzo.

La scorsa volta si era scritto, ironicamente, che gli accidenti che stanno infestando il percorso di questa vicenda sembrano tirati fuori dal «manuale segreto per dilatare i tempi dei processi». E purtroppo per chi ha perso i parenti durante l’alluvione, e che in qualità dei testimoni già per tre volte sono andati in aula a riaprire terribili ferite, questo dilatarsi si è trasformato in un calvario nel calvario.

Peraltro nell’udienza dell’11 dicembre, quella “macchiata” dal problema dei microfoni spenti, dopo la riconvocazione degli avvocati in aula si era deciso di acconsentire alla trascrizione dei verbali delle dichiarazioni rese nelle precedenti udienze e confermate quel giorno. Ma c’erano delle eccezioni. Per alcuni casi infatti, cioè per i testimoni che avevano ampliato la loro testimonianza, la giudice aveva deciso con le parti di riascoltarli all’udienza successiva. Cioè ieri.Ormai assodata la prescrizione, a sette anni dai fatti, dell’omicidio colposo.

Alla sbarra ci sono i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri, Stefano Michela. E poi Lucio Barani, ex sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, primo cittadino alla data dell’alluvione, i dirigenti del comune di Aulla Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe, l’ex vicesindaco Gildo Bertoncini e Giovanni Chiodetti, ex assessore. —

Libero Red Dolce

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