Italia
«Ci sono già passata e so cosa vuol dire restare a casa»
CARRARA. Da un lato cento cavatori. Vestiti da lavoro, con le tute delle varie aziende. Dall'altra parte le istituzioni e i sindacati. Una parte delle voci che si solleva sulla vicenda dello “zuccotto” del monte Bettogli è però femminile.
«Io ci sono già passata con mio padre, quando chiusero la ex Ferroleghe: voi non sapete cosa vuol dire rimanere senza lavoro per le famiglie. Parlate, ma non conoscete bene le montagne».
È questo, per esempio, il commento che arriva da Cristina Baratta (impiegata della Sagevan) che interviene più volte nel corso della seduta. Prima dal pubblico per le precisazioni, poi un intervento più articolato. Dal racconto personale («non è facile, ci sono già passata quando mio padre rimase a casa perché chiusero la Ferroleghe») poi diventa quasi portavoce della protesta dei lavoratori.
Una portavoce che incassa applausi a più riprese. «In tanti qui abbiamo votato il Movimento 5 Stelle, ma non pensavano di dover lottare per il nostro posto di lavoro. Lo statuario, voglio ricordare, che è così pregiato perché le aziende hanno lavorato e investito per renderlo così, prima non lo era», prosegue.
«Noi della Sagevan abbiamo un impianto dal 2006 all'avanguardia. Siamo noi a tenere per primi all'ambiente. Guardate cosa le aziende hanno già fatto, invece di affondare quelle che qui, oggi, sono le eccellenze. Ve lo ripeto, voi non sapete di cosa parlate: queste aziende hanno dato già delle proposte e voi allungando i tempi mettete a repentaglio la sicurezza degli operai e il lavoro», conclude. —
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