Il Tirreno

in corte di appello 

Beni estimati, seconda udienza in agenda il 9 marzo del 2021

A.V.

A Genova si è celebrato il primo atto e rinviato al 2021 per la precisazione delle conclusioni. Dopo ci sarà la sentenza, resta la Cassazione

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Carrara. C’è da dire che se Comune e Confindustria volessero trovare un accordo il tempo ci sarebbe tutto, eccome.

La seconda udienza in Corte di Appello a Genova (la prima si è svolta ieri mattina) è stata infatti messa in agenda per il marzo del 2021. Fra tre anni.

In quella data si faranno le precisazioni delle conclusioni e quindi dopo un altro rinvio dovrebbe esserci la sentenza.

Senza contare che la partita, a seconda degli esiti, non dovrebbe finire qui ma ci potrebbe essere il terzo grado di giudizio, in Cassazione.

Una battaglia quindi, quella per la natura giuridica dei cosiddetti beni estimati ben lungi dall’essere al capolinea.

Tutto è cominciato in tribunale a Massa con la sentenza di primo grado con cui il giudice Paolo Puzone aveva di fatto riconosciuto che poteva configurarsi la proprietà privata degli agri marmiferi.

Sentenza a cui si è appellata l’amministrazione comunale.

Si è quindi arrivati alla prima udienza di ieri. In Corte di appello di Genova si è celebrato il primo round dell’appello avverso la sentenza del tribunale di Massa che ha riconosciuto la proprietà privata delle cave. Il Comune era rappresentato dall’avvocato Domenico Iaria. Le venti aziende che hanno intrapreso le vie legali per quel che riguarda i beni estimati erano invece rappresentante dagli avvocati Riccardo Diamanti, Sergio Menchini Antonio Lattanzi e Giovanni Maria Altadonna .

Nella prima udienza si è entrati nel vivo della questione giuridica ma tutto è stato rinviato per la precisazione delle conclusioni al 9 marzo del 2021. Insomma tempi lunghissimi e la possibilità, comunque reale, di arrivare comunque fino alla Cassazione. —

A.V.

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