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Archivio di Stato chiuso, dipendenti trasferiti
Manca la sicurezza antincendio, quattro lavoratori costretti a spostarsi a Massa. Cgil, Cisl e Uil: pronti allo sciopero
pontremoli. Dal 15 novembre è chiusa al pubblico la sede dell’archivio di Stato di Pontremoli, con i quattro dipendenti che vi operano che, dal 3 dicembre, sono stati trasferiti nella sede di Massa. Un impoverimento della realtà culturale e storica della città. Ma anche un colpo all’occupazione in città.
Il motivo di questa operazione è legata al fatto che l’edificio che ospita (ospitava) l’Aarchivio di Stato, nel complesso della Santissima Annunziata, non avrebbe l’adeguata documentazioni per quanto concerne le norme antincendio. Motivazioni che non hanno per niente convinto i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Massa e Carrara pronti a scendere sul piede di guerra e che hanno indetto lo stato di agitazione. «Riteniamo che il territorio apuano e la Lunigiana in particolare vedono cessare un importante servizio con un atto unilaterale. Con due note del 15 e del 30 novembre è stata disposta la chiusura al pubblico della sezione di Pontremoli con trasferimento del personale alla sede di Massa», accusano e ricostruiscono i tre sindacati. Cgil, Cisl e Uil sottolineano come «anche per noi e ancor di più per i lavoratori la sicurezza è fondamentale, ma ci chiediamo cosa abbia fatto la direzione prima di procedere alla chiusura degli uffici e al trasferimento del personale. Tra l’altro la sospensione del servizio viene trasmessa il 15 novembre e il giorno precedente il direttore ad interim dell’Archivio di Stato di Massa rassegnava le dimissioni. Lascia interdetti il comportamento di chi, in assoluta autonomia, decreta la chiusura di un ufficio ministeriale. E in totale assenza di comunicazione ai sindacati».
I sindacati chiedono ora al Prefetto di Massa Carraradi sospendere il trasferimento del personale a Massa e di garantire la funzionalità dei due uffici. Se il Prefetto non troverà una soluzione, «dopo lo stato di agitazione ci sarà lo sciopero».
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato del Pd Cosimo Ferri il quale annuncia che oggi depositerà un’interrogazione per avere dal ministro dei Beni Culturali una risposta al perché della «chiusura completa della sede di Pontremoli dell’Archivio di Stato e il trasferimento del personale nella sede di Massa sono un grave danno per Pontremoli, per i lavoratori e per le loro famiglie». E sul perché «si sia avuto un operato così lacunoso, nonostante i problemi della sede di Pontremoli fossero noti da tempo, con richieste già inviate nel 2017 alla sovrintendenza di Lucca e al Ministero volte a ottenere perizie, progetti di adeguamento e relativi finanziamenti. È fondamentale riaprire la sede di Pontremoli che, oltre ad essere sede di pregio che ospita numerose iniziative culturali come da vocazione istituzionale, dal 2014 conserva anche gli atti delle sezioni di tribunale di Carrara e Pontremoli, chiuse, e tutta la loro documentazione fino al 2008». —
Riccardo Sordi
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