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Cermec, concordato era valido Unicredit bocciata in appello
Per la sentenza la maggioranza ci sarebbe stata anche considerando la banca Resta un debito di 15 milioni, sul quale rimane un contenzioso aperto
massa. Dopo la Cassazione, anche la Corte d’Appello conferma che il concordato di Cermec è legittimo e definitivamente omologato. Dunque il percorso iniziato può andare avanti grazie ad un doppio pronunciamento.
Il doppio pronunciamento di Cassazione e Corte d’Appello stabilisce che il concordato preventivo, anche in caso di voto contrario di Unicredit, è comunque valido in quanto avrebbe raggiunto il voto favorevole della maggioranza dei creditori.
La Cassazione infatti, nel rinviare alla Corte d’Appello, chiedeva di procedere al ricalcolo delle maggioranze previste dalla legge, tenendo conto del peso rilevante di Unicredit originariamente escluso dal voto, al fine di pronunciare l'omologazione del concordato preventivo di Cermec.
E questo in effetti ha stabilito il tribunale di Genova. Nel caso in cui si fosse tenuto conto del voto contrario di Unicredit si sarebbe comunque avuta una maggioranza in favore del concordato pari al 53%. Inferiore chiaramente a quella del 62% originariamente ottenuta, ma comunque sufficiente a fare passare il concordato.
Questo non significa che Unicredit non possa decidere di fare ancora una volta ricorso in Cassazione. Ed è difficile, allo stato di cose attuali, stabilire se vorrà farlo o si fermerà qui. Quel che è sicuro è che il secondo gruppo bancario italiano è stato condannato a rifondere le spesse processuali, pari a 88mila euro, tra giudizio in Cassazione ed in appello a Cermec, difesa dagli avvocati Ilaria Pagni e Sergio Menchini.
Rimane pendente comunque il contenzioso tra Cermec e Unicredit per quel che riguarda un debito contestato per 15 milioni di euro. Cermec in corso di procedura concordataria, disconoscendo il debito ha avviato un’azione di accertamento negativo del credito nei confronti di Unicredit, perché sia il Tribunale a dichiarare che le pretese dell’istituto di credito sono infondate anche nel merito. Per pagare quel credito l’azienda, come previsto dal concordato, ha previsto 3 milioni e 900mila euro di fondi accantonati per i rischi pari al rischio massimo tenendo conto della falcidia concordataria. In caso di condanna di Cermec il debito sarebbe coperto dall’accantonamento. In caso contrario, Cermec si troverebbe con un discreto gruzzoletto da destinare all’ammodernamento dell’impianto. —
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