Il Tirreno

l’operazione dei carabinieri  

Portavano in Maremma la droga nascosta nella frutta

Portavano in Maremma la droga nascosta nella frutta

Cinque persone in carcere una ai domiciliari e 18 indagate I corrieri si erano spostati nel corso degli anni anche nella nostra provincia

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capalbio. Una rete di spaccio che dalla provincia di Lucca, con diramazioni apuane, arrivava fino alla Maremma è stata sgominata ieri dai carabinieri dopo un’operazione lunga due anni.

I corrieri partivano di notte, dalla provincia di Lucca, con la droga nascosta anche nella frutta e nella verdura e raggiungevano la Maremma dove avevano messo su un giro che ogni settimana portava sul mercato circa mezzo chilo di cocaina e un chilo di hashish per un totale di cinquantamila euro di valore. I carabinieri della compagnia di Orbetello, già due anni fa avevano messo gli occhi addosso a uno spacciatore locale: seguendo le sue tracce erano riusciti ad arrestare tre nordafricani che avevano messo in piedi una vera e propria centrale della droga nel bosco.

Da quell’indagine, il cerchio si è allargato a dismisura e grazie anche alla collaborazione dei carabinieri di Pescia Romana e di Tuscania, sono stati arrestati sei uomini: Said Jarmouni, 38 anni, Jawad El Azzouzi, 32 anni, Ahmed Jarmouni, 30 anni, Moustapha Jarmouni, 30 anni, Mohammed Guennane, 36 anni. I cinque, tutti di origini marocchine, sono in carcere mentre Riccardo Lupinetti, orbetellano di 38 anni, è ai domiciliari.
Le intercettazioni telefoniche hanno consentito di controllare diverse persone, sia marocchine che italiane, tra la zona di Pescia Romana, Capalbio e Orbetello, ma anche Torino, Lucca, Pistoia, Livorno e Massa Carrara dove gli spacciatori si erano spostati e avevano continuato a commettere lo stesso reato.

I carabinieri hanno individuato in tutto ben sei piazze di spaccio identiche a quella di Orbetello: tutte nei boschi e tutte gestite da magrebini. Una di queste veniva addirittura pubblicizzata non solo con il passaparola ma anche con messaggini agli acquirenti più assidui attraverso utenze dedicate che venivano sostituite ogni 15-20 giorni.Sono 29 i nomi iscritti nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna. —

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