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«La Sanac la compriamo noi». Di Arcelor Mittal l’unica offerta

«La Sanac la compriamo noi». Di Arcelor Mittal l’unica offerta

La multinazionale indiana (che è proprietaria di Ilva) pronta all’acquisizione. Positivi commenti di sindacati e di Cosimo Ferri (Pd): possibili nuove assunzioni

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MASSA. Si aprono le buste – anzi la sola busta pervenuta – per le offerte di acquisto del gruppo Sanac ed è quella spedita da Arcelor Mittal, la multinazionale indiana proprietaria del gruppo Ilva di Taranto (il polo siderurgico più grande d’Europa) a cui Sanac è legata a doppio filo. Il prossimo 12 dicembre si terrà al ministero dello Sviluppo economico ci sarà un primo incontro fra le parti (aziende, ministero, sindacati) che segnerà l’avvio della procedura di vendita della Sanac.. «Una buona notizia, adesso il governo segua con attenzione vicenda Sanac, è urgente dare risposte concrete e portare avanti piano industriale» è il commento di Cosimo Ferri, deputato del Pd il quale ieri mattina nella Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati ha presentato l’interrogazione rivolta al Ministero dello Sviluppo Economico. Interrogazione a cui ha dato risposta il viceministro del Mise Dario Galli, fornendo così un primo quadro sulle prospettive industriali e occupazionali di Sanac. «Scaduto il termine per la presentazione delle offerte – riepiloga Ferri – l’unico plico pervenuto è quello di una società del Gruppo Arcelor Mittal. Questo è un fatto positivo perché si tratta della stessa società che ha acquisito il gruppo Ilva, da sempre il principale partner industriale di Sanac, a cui lo stabilimento di Massa (come gli altri tre presenti in Italia conferisce oltre il 70% della produzione). È necessario, adesso, che il Governo segua attentamente l’intero processo di vendita e successivo assestamento. Come dimostrano gli sviluppi della recente vicenda Ilva, non basta immaginare un piano astratto, ma occorre nel concreto cercare di mantenere gli impegni assunti in materia occupazionale e di produzione».

La nuova proprietà, dice ancora il deputato piddino, « dovrà concentrare i suoi sforzi sull’apertura a nuovi investimenti, che sono fondamentali per il rilancio della Sanac, che da troppo tempo si trova in una situazione di totale incertezza. Nuovi investimenti potrebbero significare anche nuove assunzioni, visto l’enorme potenziale inespresso che Sanac possiede. Inoltre sono fondamentali le sinergie oltre che con il territorio di Massa, per il quale Sanac rappresenta un nevralgico centro industriale, anche con gli altri grandi poli industriali italiani, con i quali Sanac è in modo naturale interdipendente. In questo senso l’offerta di Arcelor Mittal rappresenta un primo passo. Per questo esprimo fiducia nell’incontro imminente al Mise e invito il governo ad una maggiore attenzione e a seguire il processo attuativo degli accordi anche quando i riflettori saranno spenti.Per questo seguiremo la vicenda monitorando gli impegni presi dal Governo e dalle parti».

Positivo anche il commento dei sindacati: «L’offerta di Arcelor Mittal era ciò che auspicavano e quello che i lavoratori speravano. Ci sono i presupposti per mantenere ed aumentare le capacità produttive e i livelli occupazionali dello stabilimento. Ora, si tratta di condurre trattative proficue per il passaggio di proprietà.», dice Paolo Gozzani, segretario provincialea Cgil. «È positivo il fatto che sia Mittail soggetto che ha avanzato la manifestazione di interesse – dice a sua volta Nicola Del Vecchio, segretario Filctem – visto che Ilva è il principale cliente di Sanac. Per una valutazione più compiuta, aspettiamo l’incontro del 12 al Mise». —C.F.
 

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