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Il pm chiede il rinvio a giudizio per tutti gli imputati nell’inchiesta
Due scelgono il rito abbreviato, discussione il 12. Per cinque reati disposto il non luogo a procedere
È iniziata ieri in aula la discussione del procedimento per le violenze dei carabinieri ad Aulla di fronte al gup Fabrizio Garofalo. E sono due gli indagati che hanno chiesto il rito abbreviato: Riccardo Contigliani e Amal Sedef, una donna marocchina coinvolta nell’indagine che faceva la ballerina in un night in città.
I loro casi, coinvolti nel processo ma con posizioni decisamente minori, saranno discussi probabilmente nella prossima udienza fissata dal gup per il 12 dicembre. Per l’uomosi tratta di un’accusa per detenzione illegale di armi, in concorso con uno dei carabinieri; nel caso della donna invece si tratta di corruzione.
Il primo, un fisioterapista, secondo l’accusa aveva chiamato il carabiniere Amos Benedetti per una pistola che aveva in casa. Ma quel telefono era sotto sorveglianza e secondo quanto emerso, Benedetti avrebbe suggerito di portargliela per sistemare la cosa.
Nel caso della donna invece, sempre Benedettidopo averle contestato un’infrazione del codice stradale, cioè la guida con patente marocchina non convertita, avrebbe annullato il verbale chiedendo in cambio un rapporto orale.
In aula ieri a parlare per prima è stata la sostituto procuratore Alessia Iacopini, che ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati, ma ha anche specificato che per cinque reati sia disposto il non luogo a procedere.
Uno di questi è l’episodio del kalashnikov che veniva imputato sempre a Benedetti, in servizio a Licciana.«Entrando all’interno del bar Lucas di Soliera - così si legge nelle carte - e rivolgendosi a tutti gli avventori presenti minacciava i cittadini marocchini che avevano reso dichiarazioni contro i carabinieri gridando che avrebbe preso un kalashnikov e avrebbe fatto una strage dei marocchini stessi». Ma la minaccia è ritenuta troppo generica e così questa accusa è venuta a cadere.
Ieri in aula hanno discusso anche gli avvocati difensori – che hanno chiesto il non luogo a procedere – e i legali delle parti civili. Dopo l’udienza del 12, il gup Garofalo ne ha fissata un’altra per il 19. Quel giorno in aula sarà ascoltato anche un perito, per un supplemento di perizia che è stato richiesto riguardo alle intercettazioni.
Difficile però che ci sia la pronuncia e l’impressione è che forse occorrerà un’ulteriore udienza dopo le due in programma nelle prossime settimane. —
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