Il presidio
Cella (Lega) stoppa Menchini dei civici: «No a “nuovi” personaggi»
Il segretario del Carroccio su ventilati avvicinamenti: ciò che è uscito dalla porta non deve rientrare dalla finestra
MASSA. Il leader di Alternativa civica Sergio Menchini flirta con la maggioranza? Tira aria di accordo fra l’ex candidato sindaco e la maggioranza di centrodestra? La Lega stoppa subito simili scenari.
È l’altolà arriva dai vertici dal segretario provinciale (e assessore) della Lega Andrea Cella. «Siamo come sempre disponibili al confronto, ma non siamo disposti a negoziare i nostri capisaldi, per questo motivo nulla che è uscito dalla porta deve rientrare dalla finestra», dice: E che la chiusura di porte e finestre riguardi Menchini lo si comprende dal seguito del suo ragionamento: «Il voto del 24 giugno ha sancito una rottura col passato: non è stata rinnovata la fiducia a una platea trasversale di attori della politica». Attori, aggiunge, «che hanno amministrato la città per decenni e rivelatisi poi tutti perdenti. Ricordo un’assemblea svoltasi a febbraio scorso, in cui si annoverava la presenza di tanti big, tra cui il più volte sindaco Roberto Pucci, Luigi Della Pina, Elena Cordoni, l’ex sindaco diCarrara Angelo Zubbani, il consigliere Fabrizio Brizzi la deputata Martina Nardi.
Erano chiamati, questi big, a valutare il sostegno a un candidato da sempre impegnato direttamente o indirettamente nella politica locale, già vicino agli “Arancioni”, che ha collaborato professionalmente con le varie amministrazioni comunali, ex-presidente del Consorzio Zia: insomma, un "nuovo" personaggio della politica locale che strizzava però l’occhio alla sinistra massese storica».
Cella, insomma, pur senza farne mai il nome esplicitamente, annovera l’avvocato Sergio Menchini tra quegli “attori sconfitti” e ribadisce la linea della Lega in proposito: «È un nostro caposaldo fare sì che dietro facce nuove, di certo illuminate e competenti, non si celino vecchie logiche di partito e di potere. E ora che la Lega è al governo della città, assieme alla coalizione di centro destra e alla componente civica capitanate dal sindaco Francesco Persiani, non cambiamo certo idea: «nulla di ciò che è uscito dalla porta deve rientrare dalla finestra».
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