Il Tirreno

scandalo sicurezza 

«Su Frittella gettato tanto fango, la situazione si è creata a causa dei cattivi rapporti con i colleghi»

Libero Red Dolce

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massa. Rimane ai domiciliari, dopo 10 giorni dall’arresto, l’ingegnere Marco Frittella, funzionario dei vigili del fuoco accusato di aver rilasciato certificati antincendio facili sia a ditte private che in edifici pubblici, come il teatro Guglielmi o lo stadio di Carrara.

E se, com’è ovvio, Frittella dai domiciliari non parla, a fare arrivare la sua versione dei fatti è il suo legale, l’avvocato Marco Gianfranceschi. «La situazione che si è creata, alla quale è estraneo il comando dei vigili del fuoco di Massa Carrara, è dovuta ai pessimi rapporti di lavoro con alcuni, pochissimi, colleghi. Agli infondati rilievi tecnici, si sono aggiunte accuse infamanti, degenerate in pubblici insulti», spiega l’avvocato.

In ogni caso, la difesa di Frittella non si ferma di fronte al diniego alla revoca dei domiciliari arrivato dal tribunale di Massa. E oggi presenterà ricorso al tribunale del riesame di Genova .

Va ricordato infatti che le indagini per la cosiddetta operazione “Fire”, che oltre a Frittella vede indagate altre cinque persone, non sono concluse. E con queste ragioni si è stabilita l’applicazione della misura cautelare nei confronti del vigile del fuoco. Il timore insomma è che grazie al suo ruolo Frittella avrebbe potuto influenzare il corso delle indagini, peraltro prossime alla conclusione. Da quel che trapela l’intenzione della difesa Frittella è di storicizzare gli avvenimenti, collocare insomma in un contesto preciso le firme delle autorizzazioni, databili attraverso la documentazione. Cercando di capire cosa sia intercorso tra il rilascio di quelle autorizzazioni e le irregolarità successivamente rilevate e contestate dagli inquirenti.

«L’ingegnere Marco Frittella si è visto riversare addosso una quantità enorme di fango, ma la sua coscienza rimane limpida. Il mio assistito ha sempre lavorato nel rispetto assoluto della legge e delle persone, e ciò gli è stato sempre unanimemente riconosciuto negli incarichi che ha svolto. Ed è evidente che nessuno ha mai rischiato niente per causa sua. Quando saranno finalmente concluse le indagini, che durano da quasi 4 anni, giustizia e verità saranno da noi cercate nelle sedi preposte ed opportune», conclude Gianfranceschi. —

Libero Red Dolce

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