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il caso 

Cena di Apuafarma, parte l’esposto in Procura

I.R.
Cena di Apuafarma, parte l’esposto in Procura

Bernardi: vogliamo sia fatta chiarezza sull’uso dei soldi pubblici. Lapucci: a nostro avviso si profila il reato di peculato

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CARRARA. Un esposto in Procura sulla cena con i dipendenti di Apuafarma.

Lorenzo Lapucci di Forza Italia e Massimiliano Bernardi di “Alternativa per Carrara” vanno all’attacco sulla cena da 780 euro pagata da Apuafarma. Il presidente della spa Luca Cimino ha spiegato in un comunicato come fosse già stato stabilito in sede di consiglio di amministrazione che i membri del cda rinunciassero a parte delle proprie mensilità per “ringraziare il lavoro dei dipendenti.” Una ricostruzione che appare del tutto implausibile a Lapucci, che ripercorre dal principio la vicenda: «Quando i giornali hanno pubblicato la notizia, il sindaco De Pasquale ha avuto la possibilità di mettere in chiaro che la cena sarebbe stata pagata coi compensi degli amministratori, invece non vi ha fatto cenno. Nemmeno il vicesindaco Martinelli, che in Consiglio Comunale ha affermato che considerava la cifra “irrisoria” e che simili cene erano la prassi anche prima. Ciò detto, considero il comunicato di Cimino, giunto ben dieci giorni dopo la cena e dunque fuori tempo massimo, una pagliacciata, un tentativo di mettere una pezza su una situazione imbarazzante. I pentastellati evidentemente si rendono conto che pagare una cena con soldi pubblici non è il modo più appropriato per ringraziare i dipendenti. Andrebbero adottati altri tipi di premialità più consoni».

Il consigliere democratico Luca Barattini ha annunciato chiederà che in commissione controllo e garanzia siano prodotte tutte le formalità: la convocazione nel cda nel corso del quale sarebbe stato deciso di pagare la cena con gli emolumenti dei dirigenti, il relativo verbale e la fattura del ristorante (che si sa già intestata ad Apuafarma). «Valuterò la possibilità di un accesso agli atti dopo la commissione – precisa Lapucci – e lo farò comunque per quanto riguarda i mesi precedenti, per verificare che non vi siano state altre cene cosiddette istituzionali». Nel frattempo, Forza Italia ritiene che vi siano gli estremi per un esposto in procura. Lo sta preparando l’avvocato Giulio Zanetti, che commenta: «Riteniamo che sia stata fatta confusione tra patrimonio pubblico e privato, pertanto chiederemo un accertamento a chi di competenza. Ricordiamo che finché gli stipendi non sono maturati sono soldi pubblici». Lapucci precisa: «Non siamo sicuri che si tratti di un illecito, ma riteniamo che sia opportuno che questo lo verifichi il tribunale avendo tutti gli strumenti in mano». L’ultima parola spetterà a Procura e Corte dei Conti secondo Bernardi, che definisce la difesa tardiva dalla maggioranza a 5 stelle “un teatrino”. —I.R.

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