Il Tirreno

i paladini apuoversiliesi e il porto 

Cari Lucchetti e Chericoni, sediamoci attorno a un tavolo

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MASSA-CARRARA. «Il nostro invito ai due presidenti é quello di sederci intorno a un tavolo, parlarci, spiegarci, capirci, a partire da quel blocco sulla banchina e dalle statue in mare, che identificano immediatamente Carrara così come dal 1913 a Copenaghen, quale simbolo della città entrato nell’immaginario di tutto il mondo, c’é la statua della Sirenetta, per chi non lo sa realizzata proprio dall’antica fonderia artistica Lera». Così Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, replica alle recenti uscite pubbliche di Erich Lucchetti presidente della Delegazione Carrara della Confindustria Livorno Massa-Carrara, e a Sergio Chericoni Presidente di Confartigianato di Massa-Carrara . E ribadisce: «L’Architetto Tiziano Lera nella riconversione del porto di Carrara in porto turistico, ha pensato a un teatro del marmo, dove sullo sfondo ci sono le Apuane e le cave e sul proscenio ci sono i blocchi, perché una banchina è destinata al commerciale. Quei blocchi di marmo sottolineano l’identità del luogo e sono enfatizzati proprio dal teatro e dalle statue di marmo, che stanno a mostrare che cosa si riesce a realizzare, facendo del porto di Carrara un unicum irripetibile e catturante, in una campagna promozionale permanente, per chi estrae e lavora il marmo e ricadute su tutto il comprensorio. Con questa cartolina in giro per tutto il mondo, il porto diverrebbe un luogo da guardare, visitare e soprattutto dove approdare e scendere per andare a vedere che cosa tutto il territorio può offrire. A partire appunto dalle cave. Noi siamo per il benessere sostenibile, non solo per il porto o per il Comune, ma per tutto il comprensorio. Siamo per il lavoro, ma di tutti. Non vogliamo neanche pensare che un ampliamento del porto possa andare a peggiorare la situazione fortemente compromessa delle spiagge aggredite dall’erosione». E aggiunge: «Ha ragione il Presidente di Confartigianato di Massa-Carrara Sergio Chericoni, anche noi sosteniamo che il porto commerciale e quello turistico possono convivere, ma non ci può essere ampliamento. Perché i danni che nuove opere a mare potrebbero portare non potrebbero poi essere risolti o eliminati, ma solamente mitigati, come ha sempre affermato il Professor Mauro Rosi, ascoltati anche i 59 scienziati che sono venuti sulla costa come relatori al Forum Internazionale del Mare e delle Coste, promosso dal Comune di Forte dei Marmi. E lo dicono dal 2001». Da qui l’invito a un incontro. —

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