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Poesie in dialetto e italiano ecco i vincitori dell’Aronte Trionfa “’L Ben dei morti”

Luca Barbieri
Poesie in dialetto e italiano ecco i vincitori dell’Aronte Trionfa “’L Ben dei morti”

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CARRARA. Il premio è andato a chi ha saputo raccontare in poche strofe la storia, le tradizioni e le caratteristiche salienti di Carrara e della sua gente. Come la tradizione del “’l Ben dei morti”, titolo della poesia che ha vinto il primo premio della sezione dialettale; oppure i ricordi, da bambini, della via Carriona. Non potevano mancare i riferimenti, inoltre, alle cave, ai cavatori e al duro lavoro in cava. Questo e molto altro al centro dei riconoscimenti per il Premio di poesia “Aronte”, arrivato alla sua edizione numero quattordici. In biblioteca, gli organizzatori (l'Associazione per i diritti degli anziani, Ada in collaborazione con il Centro culturale “La Luce”) hanno premiato i vincitori del concorso.

Due le sezioni, quella dedicata all'italiano e quella al dialetto. La giuria era presieduta dal professore Riccardo Forfori.

I premi. «Ma 'l do di Novembra che sudisfazioni! 'L tavulin dla cuzina mis sul marciapè lungh la via se al piovev, a sost sot a un teraz». È questo un passo della poesia del primo classificato per la sezione dialetto, Enzo De Fazio, (“'L ben dei morti”). «La mia poesia – ci racconta – è in “carrarino” doc. Questo è un po' l'unico modo, in dialetto, di raccontare quelle tradizioni che ora non ci sono più: come il “Ben dei morti”, quando il 2 novembre la mia nonna offriva cibo e bevande ai meno abbienti» perché, scrive l'autore («sono 40 anni che scrivo poesia», rivela) «P'r onorar i morti... Al toch dar ai vivi!» e cioè: per onorare i morti, bisogna dare a chi è in vita. Per rimanere nel dialetto, il secondo posto è andato a Giuseppe Franceschini con “I ravaneti” e il duro lavoro dei cavatori: «quarco' ale' cambiat'», scrive, «ma i cost'n sempr' mutilati e morti». Podio per il ricordo, da bambina, di via Carriona di Tonina Tessa. Molte le partecipazioni anche da fuori Carrara per la lingua italiana; alla fine a spuntarla è la poetessa apuana Egizia Malatesta con "Inconsapevolmente".

I premiati (e i titoli delle poesie). “Dialetti carraresi”: Enzo De Fazio, 1° (“'L ben dei morti”); Giuseppe Franceschini, 2° (“I ravaneti”); Tonina Tessa, 3° (“La ca 'nt la Cariona”). Diplomi di merito: Maria Antonietta Bonaldi (“La ved'va); Ugo Ganapini (“Strak'”); Giorgio Valdettari (“La bionda d' pe'”); Mauro Gregori (“'Sapient”); Roberto Granai (“'l nostr viv'r”). Sezione italiano: Egizia Malatesta, 1° posto (“Inconsapevolmente”); Maurizio Bacconi, 2° (“Dentro una raccolta di poesie”); Antonio Damiano, 3°(“Per un giorno diverso”). Diplomi di merito: Mariassunta Tornaboni (“Pane e formaggio”); Stefano Peressini (“L'attesa”); Pierfrancesco Zen (“Qualcuno ti ha visto obbedire”); Silvia Barella (“Più debole”); Francesco Interlandi (“Anime”); Luigi Danesi (“La nipotina”); Cesare Marchetti (“Primavera”). —

Luca Barbieri

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