Il Tirreno

Incidenti creati ad arte e referti “truccati”: indagine alla svolta

Chiara Sillicani
Incidenti creati ad arte e referti “truccati”: indagine alla svolta

Gli inquirenti hanno definito il quadro accusatorio. Nel mirino medici dell’Asl e avvocati compiacenti

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Stretta degli inquirenti sull’inchiesta in merito ai falsi incidenti e alle false refertazioni. L’indagine, nata a seguito della denuncia di un medico, ha subito un’accelerata del 2017 quando è scattata una serie di perquisizioni e sequestri. E adesso gli inquirenti, dopo aver raccolto materiale probatorio e definito i quadri indiziari a carico dei vari indagati, sarebbe al lavoro per tirare le somme.

Nel mirino degli inquirenti tre avvocati e altrettanti medici, dipendenti dell’azienda sanitaria apuana, a cui la Procura contesta di aver, insieme ai legali, contribuito a realizzare falsa documentazione. Quella falsa documentazione, sempre stando alla tesi accusatoria, sarebbe servita per provare lesioni a carico di persone coinvolte in incidenti stradali. Lesioni che - così sostiene l’accusa - quelle stesse persone non avrebbero però mai riportato. I medici, quindi - ripetiamo che si tratta della tesi dell’accusa - avrebbero sostituito i referti con quelli di pazienti che avevano riportato ferite o manifestato problemi di natura articolare, comunque compatibili con esiti di incidenti.

E proprio dai referti avrebbe mosso i primi passi l’indagine. In particolare un medico avrebbe notato alcune anomalie nella refertazione: molti referti, infatti, riportano la stessa data e persino lo stesso orario e questo nonostante - avrebbe ricostruito la Procura - gli incidenti siano avvenuti in orari e in giorni ben diversi. Un medico, sempre interno all’Asl, avrebbe, quindi, sporto denuncia e la Procura avrebbe aperto un fascicolo indagando su quelle anomalie e verificando che non solo molti referti erano stati prodotti lo stesso giorno, ma addirittura erano stati stesi di domenica. L’inchiesta si è poi ampliata perché nello stesso fascicolo sono confluite indagini “minori” su singoli sinistri che si sospettava fossero stati costruiti ad arte per assicurare all’incidentato - e conseguentemente al suo legale - il risarcimento dell’assicurazione.

L’inchiesta è in corso da tempo e già nel 2017, come dicevamo, sono scattati sequestri importanti a carico dei tre legali e dei medici: sequestrato materiale cartaceo, computer e hard disk di cui sono state prodotte copie perché gli inquirenti potessero studiare nel dettaglio tutta la mole di atti e referti. Adesso l’inchiesta sarebbe in via di conclusione.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera