Il presidio
Il Regolamento non c’è: ampliamenti fino al 30% consentiti dal Comune
Norme di salvaguardia scadute: per gli interventi edilizi di piccola entità valgono le vecchie regole Le opposizioni criticano: cittadini penalizzati
MASSA. Agli uffici urbanistica del comune di Massa continuano ad arrivare da parte dei cittadini richieste di ampliamento dei propri immobili, così in attesa della definitiva approvazione del Regolamento urbanistico (il 5 dicembre è convocata la Conferenza paesaggistica in Regione) è stata apportata una modifica al Regolamento edilizio per inserire e definire gli aumenti volumetrici.
A luglio sono scadute le norme di salvaguardia e, non avendo ancora valore di legge il nuovo Regolamento urbanistico, il Comune deve prendere in considerazione il vecchio strumento urbanistico del 1980 applicando le norme di salvaguardia introdotte dalla Regione Toscana con l’articolo 230 comma 1 bis della legge 65/2014. La legge regionale però demanda agli enti di definire l’entità volumetrica delle addizioni motivo per cui l’amministrazione ha ritenuto necessario intervenire sul regolamento edilizio. Con la proposta di consiglio comunale, approvata con 23 voti a favore e 4 contrari (Pd, Upc e progressisti), è stato inserito il punto “E” alla parte degli «interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia che non incidono sulle risorse essenziali del territorio» dell’articolo 3 quater.
In poche parole, viene data ai cittadini la possibilità di ampliare l’esistente fino a un massimo del 30%, percentuale che come spiegato del dirigente Vinicio Ticciati «non andrà a inficiare sulle scelte programmatorie del Ru che per alcune zone ammette interventi del 20% ed in altri tessuti permette il 30%».
Ed essendo il regolamento edilizio un atto comunale, la delibera è immediatamente applicabile; per Ticciati era urgente perché «ci sono professionisti che, per conto dei cittadini, presenteranno richieste di permessi a costruire o per interventi specifici».
Contrario alla misura il centrosinistra. «Gli uffici hanno imposto il limite del 30% perché non sanno gestire questa fase – ha attaccato Uilian Berti, Mdp – come al solito facciamo gli interessi di tutti tranne che dei cittadini». Dello stesso avviso il Dem Stefano Alberti secondo cui «la delibera è stata presentata come un’opportunità, ma in realtà è l’ennesima limitazione posta dal comune alle condizioni più favorevoli per il cittadino». —
Benedetta Bianchi
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