Meteo
Carrara, divano in pelle coi soldi dell’alluvione
Telefonate e lettere anonime: così vennero scoperte le domande di autocertificazione false per accedere ai contributi
CARRARA. A palazzo civico, nei giorni immediatamente dopo l’esondazione del Carrione che, rompendo un tratto di 200 metri di muro in via Argine Destro ha mandato sott’acqua Marina, si sono fidati.
E pensare che una prima scrematura di quelle domande in autocertificazione (per accelerare i tempi) per accedere ai 5mila euro di contributo di solidarietà, l’avevano pure fatta negli uffici del Sociale. E avevano rigettato i questionari incompleti, senza indicazione dell’Isee e troppo pasticciati. Erano arrivati ad ammetterne 576 che sembravano in regola, sembravano a posto.
In quei giorni c’era un Comune sotto sopra, occupato. C’era la protesta di chi con l’alluvione del 5 novembre di quattro anni fa aveva perso tutto: i mobili, i vestiti, perfino i ricordi. E così quei 5mila euro, attinti dal fondo regionale, a Palazzo civico pensavano andassero davvero a buon fine. Ma, nel giro di pochissimo tempo sono cominciate ad arrivare le lettere anonime. le telefonate. «Avete dato i soldi a chi a Marina ha solo la seconda casa».
«Avete aiutato con 5mila euro chi vive al quarto piano e non ha perso nulla con l’alluvione». «Avete dato i soldi a due componenti della stessa famiglia».
Questo il tenore delle segnalazioni che sono prevenute in Comune e che hanno fatto scattare l’intervento degli uffici. E così, lavorando anche la notte, gli uffici, di concerto con la Guardia di Finanza, hanno cominciato a spulciare di nuovo tutte le domande. A consultare le mappe catastali per verificare l’esatta locazione degli appartamenti e delle case per cui era stata fatta richiesta del contributo di solidarietà. Ne hanno passate al setaccio 42. Solo una è risultata regolare.
C’è chi per avere quel contributo di solidarietà aveva dichiarato di abitare in un seminterrato, mentre in realtà stava al quarto piano.Chi ha autocertificato una Isee falsa e chi ha presentato due domande per nucleo familiare, Ma anche chi ha chiesto il contributo per i danni alle auto (non comprese nel contributo di solidarietà) e chi ha presentato la richiesta per i 5mila euro non per la prima, ma per la seconda casa o le pertinenze. Le segnalazioni che sono arrivate, questo è bene precisarlo, in primis dai cittadini quegli stessi che hanno visto prendere i soldi, quel contributo prezioso per chi davvero aveva perso tutto e cercava di rimettersi in piedi, magari dalla vicina che abitava al quinto piano. Tutte queste segnalazioni, una volta arrivate al Comune sono finite sul tavolo della Procura e al centro di una indagine della Guardia di Finanza. E così, dal giugno scorso sono cominciati a fioccare i decreti di citazione a giudizio per quelli che sono stati bollati come i "furbetti" dell’alluvione. Il primo processo si è aperto a Massa proprio nei giorni scorsi. Per una signora che viveva al quarto piano. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
