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Sindaci in rivolta: «Diciamo basta alla fuga degli alunni dai nostri istituti»
Mercoledì prossimo si terrà un incontro in Regione Toscana La Lunigiana risponde chiedendo più tempo e deroghe
lunigiana. Non rimarranno a guardare i sindaci dei territori della Lunigiana “colpiti” dalla mannaia della Regione Toscana, in materia di dimensionamento scolastico. Mercoledì prossimo è previsto un incontro a Firenze con l’assessore all’Istruzione e forse i sindaci e i dirigenti scolastici potranno tornare a dire la loro, anche se la Regione è stata molto chiara: gli uffici hanno la competenza per intervenire sul dimensionamento di quegli istituti dove il numero degli alunni è inferiore a quelle stabilite dalle linee guida diramate dall’ente. E sono previsti anche tagli del 50% ai contributi regionali della legge 32, per Aulla, Fosdinovo e Pontremoli. Politicamente la Provincia di Massa Carrara ha scelto per mantenere l’autonomia di ogni singolo istituto della Lunigiana, contrariamente a quanto la Regione le aveva chiesto a luglio scorso, elencando gli istituti “non conformi” alla delibera regionale. Il don Florindo Bonomi di Fosdinovo, il Dante Alighieri di Aulla e il Belmesseri di Pontremoli, rispettivamente con 307, 372 e 305 studenti iscritti (quando la soglia per mantenere l’autonomia è di 400 nel paesi a monte) devono essere accorpati. La sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi aveva già chiesto una deroga alla Regione per il 2019, visto che il don Florindo, dopo una chiusura forzata per ristrutturazione, è stato riaperto soltanto quest’anno: «Ora siamo una delle scuole all’avanguardia della Toscana – spiega – risultiamo tra quelle poche scuole italiane costruite già secondo le ultime prescrizioni in materia di rischio sismico; abbiamo aule con filo difussione e wi-fii. La nostra offerta è eccezionale, abbiamo bisogno di tempo per pubblicizzare l’istituto e se la Regione ci avesse concesso più tempo forse il prossimo anno scolastico avremmo raggiunto i 400 alunni». Ma la Regione ha risposto picche al Comune di Fosdinovo, che tornerà alla carica mercoledì. «Chiederò alla Regione – conclude la sindaca – di garantirmi almeno lo stesso personale Ata, perché non posso permettere che il mio Comune si svuoti ancora di altri servizi e che i miei alunni, o le loro famiglie, debbano fare 20 km per farsi rilasciare un certificato. Questo non è più ammissibile».
Parla anche la sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini: «Ho una doppia veste in questa vicenda – inizia – sono una dirigente scolastica, ma sono anche il sindaco della mia città. Come dirigente mi sento di dire che dobbiamo essere degli esecutori, e che abbiamo il compito di applicare una norma varata in base alle caratteristiche di un territorio. Da sindaco, invece, il mio obiettivo è un altro: tutelare i miei cittadini, riuscire a garantire sempre un’offerta formativa ampia ed evitare la fuga degli alunni dagli istituti dei paesi a monte». Da Pontremoli, a seguito della lettera della Regione, arrivata il 27 novembre, è partita per Firenze un comunicazione: “Gli istituti comprensivi cui ci si riferisce (Belmesseri, Alighieri, don F. Bonomi) – si legge – si trovano tutti in un territorio pesantemente interessato negli ultimi 8, 10 anni, da eventi calamitosi di particolare rilevanza e tali da indurre spesso le massime autorità nazionali e regionali ad attribuire a seguito degli stessi lo Stato di Calamità naturale.
Per tutti basti ricordare le alluvioni del 2011, 2014, 2018, il terremoto del 2013 e le altre gravi criticità meteorologiche, riscontrate praticamente annualmente. Per quanto di competenza specifica si ricorda che il Belmesseri nel corso di tali eventi, e in conseguenza di questi, ha nel tempo, subito danni notevoli”. Per questo mercoledì prossimo Pontremoli chiederà che gli istituti siano oggetto di deroga, perché colpiti da eventi calamitosi, come prevede la normativa regionale. Infine dalla Provincia, il presidente Gianni Lorenzetti ribadisce la posizione assunta dal Consiglio: «Abbiamo votato, emendato e deciso. Non torno sulle nostre posizioni» —
Manuela D’Angelo
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