Carrara: prende il contributo ma non le spetta, a processo
Secondo l’accusa ha attribuito al suo appartamento al 4° piano, i danni del condominio. Trovati altri 40 “furbetti”
I danni il condominio in cui vive li ha avuti davvero: l’alluvione, nel novembre 2014, ha messo a dura prova muri e intonaci, ridotto ko gli impianti elettrici e del riscaldamento, creato parecchie difficoltà alla caldaia. Danni per circa 17.000 euro per cui l’amministratore, presa carta e penna, ha chiesto il contributo regionale di 5.000 euro.
Quello stesso contributo l’ha chiesto - e ottenuto - anche Roberta Paesani che in quel condominio vive, al quarto piano. Secondo l’accusa ha compilato tutta la modulistica necessaria per ricevere i soldi attribuendo alla sua abitazione i danni riportati invece dal condominio. E adesso, dopo il decreto di citazione a giudizio, si trova di fronte al giudice monocratico Giovanni Tori: deve rispondere di indebita percezione di erogazione per aver ricevuto, appunto, un contributo che non le spettava.
Tutto comincia - per ripercorrere la vicenda - con l’alluvione del novembre 2014 che mette in ginocchio l’intera Marina di Carrara. La Regione Toscana predispone una legge ad hoc e mette a disposizione dei cittadini, colpiti dagli eventi alluvionali, 5 milioni di euro da erogare sotto forma - per essere tecnici - di contributo straordinario di solidarietà.
Il bando prevede che possa ottenere il denaro chi abbia subito danni all’abitazione principale (sono, infatti, escluse le seconde case), alle pertinenze e alle automobili. Altro requisito richiesto è quello di avere un Isee al di sotto dei 36.000 euro.
Gli effetti dell’alluvione sono pesanti, Marina è ko e la scelta è quella di non appesantire ulteriormente i cittadini con complesse pratiche burocratiche: per fare domanda viene adottata una modulistica snella e la possibilità di autocertificare.
A fare domanda sono 576 cittadini tra cui anche Roberta Paesani e sono 576 i contributi di 5.000 euro erogati. Poi, però, succede qualcosa: sono gli stessi carraresi a segnalare al Comune presunti “furbetti”. Ieri, al processo, a ripercorrere la vicenda, dalle prime segnalazioni alle aule di tribunale, è il maresciallo della guardia di finanza che ha condotto le indagini. È lui a spiegare che, raccolte le segnalazioni, gli uffici comunali hanno sporto denuncia e la Procura ha delegato le Fiamme gialle. È lo stesso maresciallo ad aggiungere che emergevano alcune anomalie, che alcuni cittadini avevano la disponibilità di moduli che non avrebbero dovuto avere e che i tempi delle erogazione erano stati davvero rapidi. La guardia di finanza- il maresciallo lo ha ribadito a chiare lettere in aula - ha già passato al setaccio 42 erogazioni di contributo e di queste - ha chiarito - soltanto una è risultata regolare. Le altre 41, invece, hanno rilevanza penale: sono - o sono state - insomma, oggetto di indagine perché gli inquirenti ne presumono la irregolarità. Tra quelle 41 ci sono anche le dodici per cui c’è già stato decreto di citazione in giudizio. Tra quelle anche la pratica di Roberta Paesani che adesso deve rispondere di indebita percezione di erogazione per «aver attribuito al suo immobile, al quarto piano, danni che invece avevano riportato le parti comuni condominiali e per cui era già stata chiesta l’erogazione dei 5.000 euro dall’amministratore». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
