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Italia Nostra vuole rilanciare la Casa dei rondoni
La struttura contribuì a sfamare la popolazione in passato, adesso l’obiettivo è di preservarne la memoria storica
MASSA. In tempi di miseria sfamava gli abitanti di Canevara e delle località di montagna vicine. Ciò che un tempo rappresentò una chiave di sostentamento per la popolazione di Massa, oggi è una struttura poco conosciuta e poco valorizzata. Italia Nostra e l’ornitologo Mauro Ferri hanno ideato un piano per ridare vitalità a quella casa che fungeva a mo’ di dispensa dei poveri nei primi anni del ‘900, conosciuta come la Casa dei rondoni, a tre chilometri dal centro città e completamente immersa nella valle del Frigido.
Un piccolo edificio su due piani che oggi risulta in buono stato grazie al fatto che nel 2017 sono intervenuti i proprietari per consolidare base e travi del primo piano e del tetto (essendo proprietà privata per accedervi è necessario il permesso della famiglia, ndc). Costruita da un proprietario terriero della zona che la diede in dono alla comunità, la casa presenta dei piccoli fori che sono chiusi all'interno da uno sportellino. Dentro quei fori la specie dei rondoni comuni trova riparo e costruisce nidi.
Ad aprire gli sportelli per prendere volatili e uova per cibarsi erano gli abitanti di Canevara in passato. Oltre al ripristino della struttura per preservarne la memoria storica, la specie dei rondoni comuni, uccelli intelligentissimi che possono dormire volando, assume ora un ruolo centrale e rientra a pieno titolo nel piano di recupero della struttura. La proposta del professor Mauro Ferri è infatti quella di avviare un’iniziativa esplorativa con i proprietari per verificare la disponibilità a cedere la torre, mettere a punto una raccolta fondi per l’acquisto del bene e proporre ad un pool di società ornitologiche di condividere la riapertura della rondonara per rendere i nidi accessibili e dare vita ad un centro di documentazione della specie.
Nella foto un momento della visita del professore Ferri alla quale ha partecipato anche il presidente di Italia Nostra, Bruno Giampaoli e il responsabile biodiversità dell’associazione, Stefano Porzano. —
C.P.
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