Il Tirreno

LA POLEMICA 

«Noi negozianti di piazza Alberica troppo penalizzati»

Irene Rubino
«Noi negozianti di piazza Alberica troppo penalizzati»

Nel mirino le lungaggini per il montaggio delle casette del villaggio di Babbo Natale «Oggi c’è la fiera, qui siamo  nascosti e non ci sono banchi»

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CARRARA. Piazza Alberica completamente oscurata dalle reti ombreggianti che circondano i prefabbricati del villaggio di Babbo Natale: è in questo stato da almeno una settimana e i commercianti ne sono a dir poco scontenti. Allestito dalla Dream Events srl di Colle Val D’Elsa, il villaggio sarà inaugurato domenica 2 dicembre e aperto tutti i pomeriggi fino al 6 gennaio. Tuttavia oggi venerdì, primo giorno della fiera di Sant’Andrea, la piazza rischia di rimanere “impacchettata”, a scapito dei negozi che così risultano completamente preclusi alla vista dei visitatori. Ce ne parla Alessandra Caffaz, titolare dell’elegante boutique White ed ex candidata a sindaca: «Non sono assolutamente contraria all’innovazione, alle idee fresche, e dunque ben venga il villaggio di Babbo Natale. L’errore, a parer mio e, ritengo, di molti altri negozianti, sta nel modus operandi. Il villaggio di babbo Natale avrebbe dovuto essere preparato dopo la fiera di Sant’Andrea, o in alternativa, prima. Propenderei però per la prima soluzione, dal momento che la fiera è rimasta uno dei pochi eventi in città che risulti attrattivo anche per persone che abitualmente non la frequentano, penso ad esempio agli abitanti dei paesi a monte». Così piazza Alberica quest’anno non avrà i suoi banchi: «Normalmente gli stand della fiera occupano tutte le piazze e le vie del centro. Quest’anno a Sant’Andrea non ne avremo nemmeno uno, davanti a nessuno dei nostri negozi, col risultato che il flusso dei turisti e dei visitatori verrà dirottato altrove. E questa non è nemmeno la nostra unica preoccupazione. La fiera comincia oggi: la recinzione ombreggiante verrà rimossa o dovremo continuare a sopportare la presenza di questo muro, che sembra un lager per tutta la durata dell’evento? Chi arriva in piazza, che sia turista o visitatore, se la ritroverà di fronte completamente chiusa e di certo non verrà nei nostri negozi. Il danno che ne riceviamo è enorme».

Anche la residente in piazza Alberica Rita Ansuini condivide il malcontento: «La recinzione è davvero brutta a vedersi, sembra un lager. I prefabbricati che compongono il villaggio avrebbero potuto essere montati in una notte».

Tra gli esercenti sul piede di guerra troviamo anche Giovanna D’Antongiovanni della Cartolibreria Davitti: «Parlo in qualità di cittadina e negoziante – dice – e dico che sono contentissima che vengano prese delle iniziative, ma per metterne in piedi una bisogna usare la testa e il buonsenso. Noi commercianti siamo ingabbiati da dieci giorni: io che gestisco l'edicola, che ha sempre meno clienti, in questo periodo ne ho visti ancora meno. Per lo meno il villaggio di Babbo Natale avrebbe dovuto essere inaugurato domani, il 2 di dicembre è troppo tardi. A questo punto avremmo preferito una pista di pattinaggio. Questa piazza la definisco tristemente bella: è una delle più incantevoli d'Italia ma giace in uno stato di abbandono». —

Irene Rubino

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