Il Tirreno

Massa, il lutto

Addio a Vincenzo, il medico partigiano sulle Apuane

Chiara Sillicani
Addio a Vincenzo, il medico partigiano sulle Apuane

Se n’è andato all’età di 94 anni Diabetologo di fama mondiale da giovane aveva combattuto  a fianco del comandante Vico negli anni della Resistenza

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La sua enorme cultura, la sua vivacità intellettuale lo hanno mantenuto lucido fino all’ultimo giorno. Non ha mai perso la voglia di vivere Domenico Vincenzo Andreani, mai si è spento il suo grande amore per la conoscenza e la medicina, mai il ricordo di Massa, la sua città natale. E mai Vincenzo Andreani ha dimenticato gli anni della Resistenza, l’impegno sulle sue montagne, al fianco del comandante Vico.

Vincenzo Andreani, classe 1924, era un massese doc perché a Massa, nel quartiere di Borgo del Ponte, è nato e lì ha trascorso l’infanzia e la giovinezza. Negli anni della Resistenza - ricorda Marco Andreani, suo nipote ed ex consigliere comunale - ha dato un importante contributo alla Resistenza lungo la Linea gotica, faceva da “staffetta”.

Laureatosi in medicina dopo la Guerra, Vincenzo Andreani, endocrinologo, è diventato uno dei diabetologi più stimati a livello mondiale con importantissime pubblicazioni sul tema. Dopo aver lavorato nella equipe pisana, si è trasferito a Roma e a Roma ha raggiunto la cattedra alla facoltà di Medicina e il primariato. A Roma si è sposato con Elena Buccisano, anche lei medico, e con lei ha avuto cinque figli.

Nella sua vita ha scritto numerosissime pubblicazioni di medicina e una sua biografia in cui ripercorreva anche gli anni della Resistenza. Per il suo impegno per la libertà e per il suo profilo culturale - ricorda il nipote - è stato anche premiato da “La Capagna del Rusco e Foghie”.

«Gli ani scorsi quando veniva in città - ricorda Marco - erano tantissimi gli amici di un tempo che andavano a trovarlo o, riconoscendo il suo profilo professionale, a chiedergli consigli medici. E lui era felicissimo di aiutarli. Sono andato a trovarlo due settimane fa e, nonostante gli oltre novant’anni, era lucidissimo, mi ha persino accompagnato per Roma». Da Cicerone esperto. «Domenica - confida il nipote - l’ho sentito l’ultima volta, mi ha detto di non sentirsi bene. E la notte tra martedì e mercoledì, poco dopo l’una, ci ha lasciati. Pensare che noi nipoti stavamo organizzando un viaggio a Roma per fargli visita, invece non ce l’ha fatta. Mio zio - lo ricorda Marco - era diventato famoso nel mondo per la medicina, ma era anche di grande umanità e semplicità pronto a correre in aiuto di tutti i suoi cari che oggi hanno perso un grande punto di riferimento».

Se ne va un uomo di cultura e un protagonista della Resistenza che ha sempre mantenuto un legame molto stretto con la città e con le sue Apuane che amava profondamente per la loro bellezza e perché le aveva viste protagoniste durante gli anni della Resistenza. Lascia la moglie, i 5 figli, i tanti nipoti, il fratello. I funerali si svolgeranno venerdì a Roma. —

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