Il Tirreno

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Gli studenti “assediano” la Provincia Stop del consiglio agli accorpamenti

Manuela D’Angelo

I ragazzi dello Scientifico di Carrara manifestano in piazza, seduta fiume a Palazzo Ducale, poi arriva il no al piano

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Alla fine ha vinto la linea politica, in barba a quello che domani, probabilmente, deciderà la Regione Toscana: il Marconi di Carrara è salvo, non subirà l’accorpamento con l’istituto Zaccagna; lo stesso vale per il Belmesseri e il Pacinotti in Lunigiana che il consiglio provinciale ha voluto “liberi” dalla mannaia del dimensionamento. L’emendamento con cui si è detto “no” all’accorpamento del Marconi è stato votato all’unanimità da 11 consiglieri provinciali. Quello per l’accorpamento del Belmesseri soltanto da 6 consiglieri su 5e, con il presidente Gianni Lorenzetti e la sinistra a favore di un accorpamento secondo loro necessario. Ma queste sono “sottigliezze” politiche di cui discuteranno in futuro.

Ieri pomeriggio la sala della Resistenza di palazzo Ducale era gremita di alunni, insegnanti, personale scolastico e dirigenti. Fuori i ragazzi del Marconi esponevano striscioni con su scritto “cogito ergo protesto”: loro l’accorpamento non lo avrebbero accettato. A nulla era servito il preambolo del presidente Gianni Lorenzetti che ha tentato di spiegare alla platea che la decisione era stata presa da numerosi incontri partecipati, con i sindaci, i dirigenti scolastici e le sigle sindacali e soprattutto che a chiederlo era stata (e rimane) la Regione Toscana, che nelle sue linee guida è chiara: gli istituti con meno di 400 studenti in montagna e con meno di 600 sulla costa vanno dimensionati, quindi accorpati. E non conta se nel farlo si sommano le pere con le mele: le deroghe valgono soltanto in casi di calamità. Tecnicamente, quindi, gli accorpamenti potrebbero essere ancora previsti. Politicamente, invece, il consiglio ha scelto di prendere una posizione diversa. Al decreto sono stati presentati 4 emendamenti: oltre ai due che chiedevano la soppressione del dimensionamento per gli istituti di Carrara e della Lunigiana, anche un emendamento che chiedeva di stralciare la decisione di creare un istituto Agrario a Massa. L’emendamento era stato presentato dal consigliere Claudio Ricciardi (lista Civici e Democratici), fivizzanese, forse pensando che così l’agrario di Fivizzano avrebbe perso attrattiva. Molto interessato alla decisione il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi, presente in aula. Ma alla fine il consiglio si è espresso perché quel progetto su Massa potesse andare in porto. Infine un emendamento per ridiscutere delle scuole massesi di primo livello, presentato dal consigliere Stefano Alberti (Pd) che però, da regolamento, non hanno potuto portare in discussione, perché non di competenza di quella assise (ma della conferenza zonale già svoltasi all’epoca del sindaco Volpi).

Alla fine i ragazzi si sono stretti in un grande girotondo fuori da palazzo Ducale, gridando «Abbiamo vinto», ma lunedì la Regione aspetta il resoconto e una proposta di dimensionamento scolastico, come prevede la legge regionale. E qualcosa potrebbe cambiare. —

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