Donne, quando la violenza è soprattutto economica
In aumento le “persecuzioni” in famiglia legate ai soldi e al mantenimento Tra le vittime che si rivolgono al centro della Sds anche laureate e professioniste
PONTREMOLI
In vista della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” di domenica 25, la Società della Salute Lunigiana organizza una “Giornata contro la violenza sulle donne”, che si svolgerà a Pontremoli, presso il Teatro Madre Cabrini, venerdì 23. Un momento di approfondimento quello di venerdì prossimo, ma anche un aiuto concreto da parte della SdS per tutto l'anno, attraverso il Centro Donna Lunigiana, alle donne vittime di violenza.
Guardando la distribuzione per cittadinanza delle donne che si rivolgono al Centro, si rileva che le italiane sono il 69,7% del totale delle utenti e si concentrano, prevalentemente, nelle fasce di età tra i 40 ed i 49: si tratta di donne con livelli di studio anche elevati (il 15,4% ha una laurea e il 45,7% il diploma di scuola media superiore) e tra le occupate prevalgono le impiegate (50,6%), ma non mancano le libere professioniste (11,1%) e le commercianti (4,2%), mentre negli ultimi dodici mesi si registra un aumento delle operaie, passate dal 24,9% al 31,8%.
Tra le straniere, che costituiscono il restante 30,3%, il 66,3% è rappresentato da cittadine non comunitarie, mentre il 33,7% proviene da Paesi dell’Unione Europea: si tratta di donne mediamente giovani, visto che il 27,9% ha meno di 30 anni, e la loro situazione occupazionale risulta molto fragile, poiché solo il 35,6% ha un'occupazione stabile e la maggior parte delle donne che lavorano svolge la professione di operaia o lavora senza contratto; inoltre il 68% delle donne straniere convive con il partner e non ha reddito fisso, quindi la situazione di dipendenza economica la fa da padrone, senza dimenticare il contesto culturale e religioso, uno dei fattori che maggiormente impedisce alle donne straniere di far emergere le violenze subite.
Ma qual è il tipo di violenza subita? Innanzitutto meno di un terzo delle donne (il 29,3%) dichiara di essere stata vittima di un unico tipo di violenza e quasi la metà delle utenti (il 46,5%) dichiara di avere subito due tipi di violenza, mentre circa una donna su cinque segnala tre tipi di violenza. Le donne che riferiscono di aver subito violenza fisica, nella maggior parte dei casi hanno subito anche violenza psicologica, a cui spesso si aggiunge quella economica. Quella psicologica è la violenza più frequente anche per le straniere, benché in proporzione sono più spesso oggetto di violenza fisica, economica e sessuale. Per le italiane, le violenze perpetrate, prevalentemente, sono lo stalking e il mobbing.
Da sottolineare, in conclusione, una tendenza che deve fare riflettere: negli ultimi 12 mesi si rileva un aumento delle segnalazioni per violenza economica, sia per le italiane che per le straniere. Anche per questo le operatrici del Centro Donna Lunigiana prendono parte, periodicamente, a corsi di formazione e convegni sulla tematica della violenza di genere, e parteciperanno giovedì a Firenze, come ogni anno, alla presentazione del “Rapporto sulla violenza di genere in Toscana”, giunto alla sua decima edizione.
La giornata al Teatro Cabrini inizierà alle 17,30; prima dell’inizio dei lavori alle ore 18, ci sarà lo spettacolo teatrale “Cosa mia” a cura di Blanca Teatro. Alle ore 19 tavola rotonda sul tema della violenza contro le donne, che sarà moderata da Mirella Cocchi (commissione pari opportunità della Regione Toscana). —
GIANLUCA UBERTI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
