Il Tirreno

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«Il Cristo della Pietà Rondanini ha il volto di Michelangelo»

David Chiappuella
Un volto di Michelangelo
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Un volto di Michelangelo

La rivelazione è contenuta all’interno del volume dello studioso Sandro Giometti. La scoperta è stata comunicata al Comune di Carrara e al Carmi della Padula

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CARRARA

Attorno alla figura di Michelangelo si continua a registrare un crescente interesse. Il docufilm “Michelangelo Infinito”, girato alle cave di Carrara è già proiettato in oltre 300 cinema, tornerà nelle sale il 19 e 20 novembre. A fine anno, poi, sarà pronto anche “Il Peccato – Una visione”, girato sul monte Altissimo di Seravezza dal regista russo Andrej Konchalovsky. Non mancano, inoltre, novità librarie come “Michelangelo. Mostrare l’invisibile” di Sandro Giometti.

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Lo studioso romano vi riferisce alcune sue interessanti scoperte sul genio di Caprese, quali la derivazione della sua giovanile “Madonna di Manchester” da un affresco aretino di Piero della Francesca e la presenza del suo autoritratto nel Cristo della Pietà Rondanini, l’ultima opera del Maestro, scolpita tra il 1552 ed il 1564, anno della sua morte. Secondo Giometti, che ha comunicato e documentato quest’ultima scoperta anche al Comune di Carrara ed al museo Carmi della Padula, nell’ultima Pietà il volto di Michelangelo sarebbe perfettamente riconoscibile, grazie al naso schiacciato e alle profonde rughe della fronte in essa riprodotte con grande cura. Sbalorditiva è inoltre la precisione con cui il volto scolpito ripete quello di ritratti e busti di Michelangelo. L’autoritratto in Cristo non è però frutto né di paura della morte, né di autocelebrazione: attraverso il proprio volto Michelangelo vuole in realtà rendere visibile a tutti, anche a chi ancora non abbia il dono della fede, il riflesso del volto di Cristo, dispensatore di salvezza. Abbandonata la ricerca del bello nei corpi umani, il settantenne Michelangelo –spiega Giometti– si sentì improvvisamente chiamato da Cristo al ruolo di apostolo, come era accaduto a Saulo/Paolo sulla via di Damasco e la Pietà Rondanini ne è il frutto, sia come professione di fede in Cristo, sia come strumento di apostolato. È infatti San Paolo ad affermare, in un passo della Seconda lettera ai Corinzi, che nel volto dei veri cristiani si riflette l’immagine di Cristo e Michelangelo ripete il concetto nei versi “Nulla già valsi. Il tuo volto nel mio ben può veder, – tua grazia e tua mercede – chi per la soperchia luce te non vedi”. Questo messaggio, ricorda l’esperto, era però vicino alla “giustificazione per fede” di Juan de Valdès, condannata come eretica nel 1547e che costerà il rogo a Pietro Carnesecchi ed il carcere al cardinale Morone. Per sviare da sé i sospetti, Michelangelo donò formalmente nel 1561, con atto notarile, la statua al proprio servitore Antonio del Francese, il quale, dopo la morte del Maestro, la nascose in una fornace per ceramiche. Solo nel 1807 la statua ricomparve sulla scena pubblica, elencata tra i beni e del defunto marchese romano Rondanini, dal quale ha preso il nome. Giometti, per sostenere la tesi dell’autoritratto ha pubblicato anche una documentazione video visibile all’indirizzo https: //youtu. be/NNzj6G1vJaA. —
 

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